Attenzione
Incidente mortale, patteggia 20 mesi
Dall’autunno la famiglia della vittima attende il risarcimento del danno
LUCCA. A seguire il processo c’erano una quarantina di connazionali, stretti intorno ai parenti. Srrivati da tutta Italia per far sentire la loro vicinanza ai familiari di Yuyong Zhou, cinese di 30 anni che abitava in via Orzali all’Arancio travolto e ucciso la notte del 16 settembre scorso sulla via Pesciatina al Tondo di San Vito da un idraulico di Montuolo che guidava la sua Panda.
Ieri l’automobilista, Marco Puccinelli di 31 anni, ha patteggiato davanti al gup Spada Ricci a 1 anno e 8 mesi (pena sospesa). Gli è stata anche revocata la patente di guida.
Dice l’avvocato di parte civile Marco Treggi: «La famiglia della vittima è arrabbiata perché a distanza di mesi non ha ancora ricevuto alcun indennizzo dall’assicurazione. Nemmeno i 5mila euro chiesti per pagare le spese del funerale. La vittima lavorava in un ristorante cinese sulla Pesciatina e la sua era l’unica fonte di reddito».
La notte del 16 settembre Zhou era in bici sulla Pesciatina, all’altezza del bar Catelli.
Dalle tre testimonianze raccolte dalla polizia municipale - tra queste anche quella di un'avvocato che a bordo della sua macchina si trovava dietro all’utilitaria - emerge che la Panda improvvisamente cambiò direzione di marcia travolgendo il ciclista, piegando in due la bicicletta e andando a schiantarsi contro il muro di una villetta che costeggia la carreggiata.
Un impatto violentissimo tanto che l'auto era poi rimbalzata al centro della strada. Zhou era morto dopo una notte di agonia, alle 7 del giorno successivo, mentre il passeggero che sedeva accanto al conducente della Panda - un amico di 37 anni - era rimasto leggermente ferito.
«Mi sono trovato quell'uomo sul cruscotto» avrebbe detto, per l'accusa, il conducente dell'utilitaria agli agenti della polizia municipali intervenuti a San Vito per rilevare l’incidente.
Sottoposto ad alcoltest l’idraulico venne trovato con valori altissimi, pari a quasi sei volte il limite consentito: 2,95 grammi/litro. All'epoca la procura chiese gli arresti domiciliari per l'automobilista. Una misura che venne negata dal giudice per le indagini preliminari.
Adesso la famiglia del povero Zhou attende che la giustizia completi il suo corso. Dopo la sentenza di condanna, aspetta infatti il risarcimento del danno. Zhou ha lasciato nel dolore la compagna, una figlia di pochi mesi, i genitori e una sorella.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
