Il Tirreno

Lucca

Notizie sui cibi e stalli per i clienti ecco le nuove regole per i locali

di Barbara Antoni

Oggi la discussione in consiglio comunale. Va in pensione la superficie minima: adesso si parte dal rispetto delle norme igienico sanitarie e urbanistiche. Limiti alla somministrazione all’aperto

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LUCCA. Regole più semplici, più snelle dal punto di vista burocratico. Ma molto ferree nella definizione. Come quella che riguarda le proporzioni tra superficie interna ed esterna di un locale (quella esterna non potrà superare il doppio di quella interna), la necessità per i nuovi pubblici esercizi fuori dal centro storico di disporre di un’area di sosta pari al doppio della superficie del locale. O come, non ultimo, l’obbligo di informare il cliente (in due lingue) sulla provenienza dei cibi offerti nel listino: se preparati espresso o precotti, se di materia fresca o surgelata.

Va in discussione oggi alle 14,30 in consiglio comunale il nuovo regolamento per gli esercizi di somministrazione cibi e bevande. Un debutto atteso e dalla gestazione lunga, visto che è stato uno dei primissimi impegni, nel 2012, per l’allora neo assessore al commercio Giovanni Lemucchi.

Mesi - se non anni - di consultazioni con le categorie. Adesso il prodotto di tanti ragionamenti su temi delicati, che coinvolgono, oltre gli operatori del settore e l’amministrazione, i destinatari finali del servizio (consumatori). Regolamento ovviamente blindato fino all’ultimo. Queste sono le prime indiscrezioni.

Superficie minima addio. Va in pensione l’ostacolo più discusso all’apertura di nuovi pubblici esercizi. Vale a dire la superficie minima, sia per i bar che per i ristoranti, in particolare nel centro storico. Da ora in poi non sarà determinante l’ampiezza della superficie, ma il rispetto dei parametri fondamentali: quelli di tipo igienico sanitario, la necessità di disporre un’area di sosta, il rispetto del regolamento urbanistico. In pensione va anche il piatto tipico: il vecchio regolamento prevedeva che un ristorante del centro storico ne contemplasse almeno uno nel proprio menu.

Parametri e criteri. Si parte da un ragionamento opposto rispetto a quello attuale. Non si comincia dall’autorizzazione. L’imprenditore dichiara l’inizio attività e in base alle sue caratteristiche adotta i parametri previsti nel suo caso. Poi tocca all’Asl il controllo del rispetto della normativa. È chiaramente una condizione più libera per l’imprenditore, ma forse anche più impegnativa.

Il vincolo della sosta. Questa norma, già presente nel vecchio regolamento ma adesso particolarmente evidenziata, potrebbe creare impedimenti alla nascita di nuovi pubblici esercizi in particolare nella periferia urbana a concentrazione abitativa già molto alta. Un esempio? Borgo Giannotti potrebbe essere uno. Considerato che uno stallo blu medio misura 12,5 metri quadrati (2,5 per 5), un bar di cinquanta metri dovrebbe disporre di cento per la sosta, pari a otto stalli blu.

«Regole condivise». «Il concetto della semplificazione ci piace in generale - è il commento del direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini . Il nuovo regolamento disciplina ciò che un imprenditore fa e non impedisce l’accesso alla sfera dei pubblici esercizi, non contiene particolari stratagemmi. Concordiamo con l’eliminazione della superficie minima e con l’obbligo della corretta comunicazione al consumatore di quello che mangia e beve. È importante che nella pluralità dell’offerta sia trasparente il messaggio: lo consideriamo un passo avanti».

Tra l’altro, eliminando i paletti all’apertura di nuovi pubblici esercizi, il nuovo regolamento marca ancora di più le differenze col negozio di vicinato, riguardo sistemi di preparazione dei cibi e loro somministrazione.

Se il nuovo regolamento incasserà l’approvazione del consiglio comunale, diverrà subito operativo per i nuovi esercizi e quelli in via di trasformazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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