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lavoro ed economia

Lapideo, lettera a Napolitano

Le aziende: «No alla chiusura delle cave all’interno del Parco»

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CASTELNUOVO. Una lettera a tutte le più alte cariche della Repubblica, dal presidente Giorgio Napolitano al premier Matteo Renzi, per denunciare i rischi per il lavoro con la chiusura delle cave all’interno del Parco delle Apuane: a inviare la missiva il coordinamento delle imprese lapidee del Parco.

«L'appello per un dialogo diretto lanciato dalle imprese alla Regione - si legge nella lettera - non è stato ascoltato. La Regione prosegue nelle sue decisioni e nel suo Piano senza confronto alcuno con le realtà imprenditoriali e lavorative intercluse nel Parco delle Apuane e direttamente interessate dal Piano Paesaggistico.

«Il marmo è stato e continua ad essere il pane quotidiano di queste società del Tirreno, non vi è alcun ragionevole motivo affinché non continui ad esserlo. Le giustificazioni ambientali addotte per l'applicazione del nuovo Piano paesaggistico non trovano riscontro nella realtà, le vere problematiche ambientali in Italia sono di ben altra natura. Gli imprenditori dicono un secco no alla chiusura delle cave di marmo e preannunciano proteste e azioni di difesa contro la Regione Toscana. I non ben definiti progetti di investimento sul turismo ecosostenibile, cui la Regione fa riferimento quale soluzione alla chiusura delle cave, quali che siano non sono la soluzione. Nessun investimento potrebbe riconvertire nell'immediato e nel futuro un indotto di oltre 300 milioni di euro all'anno. Non si permetterà di toccare i posti di lavoro, la Regione Toscana non può pensare di riconvertire un comparto altamente specializzato, con competenze tramandate da generazioni, in pastorizia, come paventato».

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