Finanza
Il Comitato: «Ora Rossi giochi a carte scoperte»
CASTELNUOVO. Il presidente Enrico Rossi rischia di dividere ancora di più la Valle del Serchio. Dopo aver paventato «rischi politici», nell’estate 2012 a Gallicano, e poi ancora nel dicembre 2013...
CASTELNUOVO. Il presidente Enrico Rossi rischia di dividere ancora di più la Valle del Serchio. Dopo aver paventato «rischi politici», nell’estate 2012 a Gallicano, e poi ancora nel dicembre 2013 «una volta che una decisione è stata presa, portiamo un contributo perché migliori; se tutte le volte si rivanga quello che ci siamo detti anni fa, si continua con le guerre e io temo non siano molto produttive».
Adesso, il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio si domanda: «Cosa è successo nel frattempo, per congelare in modo così palese Enrico Rossi? Cosa lo spinge a rilasciare dichiarazioni tanto confuse e preoccupanti?».
Il Comitato parte da circa due anni fa, nella sua ricostruzione di questa intricata vicenda che ruota intorno al progetto dell’ospedale unico della Valle del Serchio: «Rossi chiese ai nostri sindaci, nel 2012, di pervenire ad una proposta di localizzazione per il nuovo ospedale – ricordano i membri del Comitato – tale scelta, pur tra le note polemiche intestine, è stata compiuta dalla Conferenza deisSindaci, e staziona ormai dal lontano febbraio 2013 sulla scrivania del presidente. La localizzazione scelta, secondo le relazioni Vannucci e Nuti- Perucci, garantisce la fruibilità dei servizi all’intera Valle del Serchio. Addirittura il Consiglio Regionale stesso ha approvato, nell’ottobre 2013, una mozione, a larghissima maggioranza, perché la Giunta proceda nel percorso istituzionalmente previsto».
Fin qui il cammino all’interno del “palazzo” della pratica-ospedale. Che però sembra essere arrivata a un punto fermo: «Cosa porta dunque Rossi, oggi, a nascondersi dietro il “conflitto” apertosi tra le amministrazioni locali quale scusa per non agire? Con quale coraggio condiziona oggi il suo rispetto degli accordi istituzionali da lui stesso proposti e sottoscritti ad una immaginifica concordia della “stragrande maggioranza dei sindaci”? Perché Rossi sceglie di soffiare sul fuoco della discordia, di alimentare consapevolmente quelle rivendicazioni di parte che giocano contro il futuro della Valle? È così che crede di favorire “proposte condivise”?».
Insomma, il Comitato si chiede se il governatore Rossi ha pensato che le sue parole potrebbero dividere ancora di più anziché unire: «Perché liscia la pancia in modo così scoperto alle posizioni più oltranziste e nefaste per il nostro futuro? Forse perché l’investimento in Valle del Serchio, se mai lo abbia davvero inteso fare, oggi non è più nel suo orizzonte – chiude il Comitato – noi, come membro del Crest, ben conosciamo la sorte toccata ad altre aree montane contigue con i nuovo ospedali della linea Massa-Lucca-Pistoia-Prato: conosciamo cos’è successo in Lunigiana, da un lato, e sulla Montagna Pistoiese dall’altro. Conosciamo anche la relazione Nuti che, richiesta dalla Regione, pochi mesi fa propose anche per la nostra Valle il declassamento da Ospedale a P.I.O.T., struttura metà ospedaliera e metà territoriale.
«Presidente Rossi - è l’appello che lancia, infine, il Comitato - la Valle le chiede di giocare finalmente a carte scoperte: sono anni che ci fate girare a vuoto brandendo il “triste feticcio” della localizzazione. Quel tempo è finito, è l’ora di parole da uomini». (l.d.)
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