Il Tirreno

Lucca

Fiera di Pasqua prolungata: tre settimane

Anche quest’anno in piazza Napoleone. Per il recupero di piazza San Michele c’è ancora da attendere

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una fiera di Pasqua più lunga. Quest’anno gli ambulanti rimarranno, nello spazio loro riservato in piazza Napoleone, non due ma tre settimane, dal 12 aprile al quattro maggio, andando quindi a coprire non solo le due settimane precedenti la Pasqua ma anche quella successiva che, nel calendario del 2014, abbraccia anche il ponte di 25 aprile, Primo maggio e i festeggiamenti di Santa Zita.

Anche quest’anno quindi il mercato non sarà collocato in piazza San Michele, la sua sede abituale fino a quando, nel 2010, fu interdetta per via dei problemi della pavimentazione del sagrato (come del resto le fiere del Settembre lucchese e di Natale).

Il ritorno in piazza San Michele continua a essere in ballo, ma i progetti per il recupero della pavimentazione, spiega il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini, «al momento risultano bloccati perché ci sono ancora aspetti da definire tra la Soprintendenza e l’amministrazione comunale. Finché non ci sarà una piazza San Michele “nuova” gli ambulanti non potranno tornarci».

Nonostante che i soldi per il recupero della pavimentazione si siano trovati, grazie al contributo (circa 150mila euro) che la Fondazione Crl si è dichiarata disposta a elargire.

«Gli ambulanti continuano a confidare nella parola data dall’amministrazione sul recupero della pavimentazione della piazza», sottolinea Pasquini. E così dovranno ancora aspettare.

Per l’ultima fiera di Natale gli espositori erano poco meno di cinquanta, ma per Pasqua se ne attende un numero minore. «Di solito sono circa la metà - aggiunge Pasquini -, ma quest’anno con la concomitanza del calendario e la fiera allungata il numero potrebbe anche aumentare». (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa