Italia
Elettrodotto, prove tecniche di protesta
La rabbia degli abitanti di Balbano: «Nessuno ci ha avvertito di quello che si preparava». Riunioni per decidere il da farsi
LUCCA. «Prima abbiamo avuto le alluvioni. Ora questo progetto disastroso. Ormai ci stanno perseguitando». Il signor Remo Bianchi ricorda tutte le lotte fatte, negli anni, per salvaguardare una delle poche zone rimaste incontaminate all’interno del comune di Lucca. E ora è pronto a ripartire, stavolta contro il progetto di Terna per spostare dalla parte pianeggiante dell’Oltreserchio i tralicci dell’elettrodotto La Spezia-Acciaiolo.
E non è solo, il signor Bianchi. Le frazioni di Castiglioncello e di Balbano (ma anche, in parte, di Nozzano Castello) sono in subbuglio. E ieri sera si è tenuta una prima riunione informale fra alcuni abitanti per decidere le prossime mosse: in origine era stata convocata proprio per parlare della sicurezza idrogeologica, ma poi l’ordine del giorno è cambiato velocemente dopo che, sul nostro giornale, è stato divulgato il progetto di Terna.
Al momento la popolazione sta cercando di informarsi. Perché - come spiega ancora Bianchi - «qui non si è mai visto nessuno, nessuno ci ha mai contattato per spiegarci quello che era il progetto». E allora già ieri mattina diversi abitanti si sono presentati agli uffici di Provincia e Comune per richiedere l’accesso agli elaborati depositati da Terna per la procedura di Valutazione di impatto ambientale. Anche perché in molti potrebbero avere un interesse da far valere: sono centinaia le particelle di territorio interessate dal vincolo di servitù che - tuttavia - sarà effettivamente in vigore solo dopo l’emanazione del decreto da parte del Ministero.
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