Sicurezza
TURISMO, DI MALE IN PEGGIO
DI MARCO INNOCENTI Eventi, manifestazioni, spettacoli, mostre nei giorni di Pasqua per una degna accoglienza ai visitatori da parte di una città che ha nella voce turismo la risorsa principale,...
DI MARCO INNOCENTI
Eventi, manifestazioni, spettacoli, mostre nei giorni di Pasqua per una degna accoglienza ai visitatori da parte di una città che ha nella voce turismo la risorsa principale, insieme all’industria cartaria?
Non scherziamo. Per Pasqua i lucchesi stanno in famiglia. Chi lo dice? Gli amministratori comunali ai quali poco o nulla sembra interessare se funzionano o meno i totem informativi che il Comune ha dato in concessione; se sono chiusi gran parte dei centri di accoglienza turistica; se Piazzale Verdi, punto di massimo afflusso dei turisti, è un cantiere a cielo aperto; se non c’è uno straccio di progetto e sono al momento abortite tutte le idee sul museo della città, come l’idea della rete del verde che doveva mettere in sinergia le tante iniziative del settore (Camelie, VerdeMura, Azalee, Murabilia e parchi delle ville) ciascuna delle quali continua a viaggiare sostanzialmente per suo conto.
E poco o nulla interessa cosa, al di là di produzioni scientifiche importanti, ma destinate a pochi eletti, sono in grado di proporre le Fondazioni sulle figure di Puccini o di Ragghianti e sulla lezione, il pensiero, la vita, la produzione e il materiale lasciati dai due grandi personaggi. Interessa invece Boccherini, ma sostanzialmente per i costi dell’istituto musicale a carico del Comune.
Che però punta sul riconoscimento di città della musica da parte dell’Unesco, ricordando che Lucca ha dato i natali ad altri big della musica come Catalani e Geminiani (completamente dimenticati in loco) e che ospita il Summer e il Winter Festival, nonostante gli sgarbi continui al promoter che un giorno sì e l’altro pure minaccia di portare altrove i suoi gioielli.
Cosa ci voleva, visto che il problema è conosciuto da almeno quindici anni, a organizzare anche qualcosa di semplice per intrattenere gli ospiti e a organizzare l’apertura di qualche museo della città? Invece niente, sempre che all’ultimo tuffo non si chiamino gli zampognari, come si è fatto nell’originale e qualificante scelta di Natale.
Ci penseranno gli operatori a garantire almeno il necessario servizio per evitare che si rivedano le file del passato nei pochi bar e ristoranti aperti. I gestori - assicurano le associazioni di categoria - terranno aperti i loro esercizi: non aspettano altro che il flusso dei turisti. Ma le associazioni dei commercianti e degli albergatori potrebbero fare di più, indicando loro (come a volte è accaduto) manifestazioni in grado di intrattenere gli ospiti nei periodi di punta, magari contribuendo anche alla organizzazione. Nel primario interesse delle loro attività e dell’immagine della città.
In un quadro del genere viene da chiedersi cosa succederebbe se le Fondazioni bancarie si stancassero di finanziare recuperi e restauri e di sostenere tante iniziative.
Intanto, valutando cosa ha fatto il Comune da quando c’è stato il rimpasto di giunta che ha rivoluzionato soprattutto il settore del turismo, non c’è da stupirsi nel sentire tanti operatori che, dopo averla osteggiata, ora dicono rammaricati: “Aridatece la Favati”.
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