Italia
Cappella, a rischio pedoni e ciclisti
Proteste dei residenti e dei commercianti della zona: «Auto a velocità folle, niente luci: qui si rischia la pelle»
LUCCA. Che la via per Camaiore sia una strada caratterizzata da traffico particolarmente intenso, è noto a tutti, ma il fatto che, chi vive o lavora in zona, debba costantemente preoccuparsi per la propria incolumità, è diventato per molti davvero intollerabile.
Uscire dal bar, dopo un caffè, e rischiare di essere investiti, raggiungere la farmacia dai vicini ambulatori e temere di non essere visti dalle auto in corsa, dirigersi verso la macchina dopo una piega dal parrucchiere e pregare che, in quel momento, non passi nessuno.
È quello che capita ogni giorno nella zona di Cappella, in un preciso tratto della via per Camaiore, quello che va, all'incirca, dalla farmacia Ponte del Giglio fino agli ambulatori medici o poco oltre.
Uno spazio, questo, molto frequentato, ma eccessivamente pericoloso per chi vi transita a piedi o in bicicletta, che spesso si trova ad invadere la carreggiata per la presenza della fila di alberi a ridosso dell’asfalto o dei veicoli in sosta.
L’assenza delle strisce pedonali, poi, in relazione al via vai di persone e all'elevata velocità tenuta dalle vetture, costituisce solo uno dei motivi della preoccupazione di chi vive qui.
Mancando totalmente sistemi di rallentamento come, i dossi o gli indicatori di velocità, infatti, i mezzi sfrecciano indisturbati senza rispettare i limiti imposti dalla legge, proprio in un’area del tutto priva di illuminazione.
La segnalazione arriva da alcuni residenti e dai proprietari dei diversi esercizi, stanchi di rischiare ogni giorno la vita anche solo attraversando la strada.
Fra questi, la titolare della farmacia Ponte del Giglio, Stefania Gigli che gestisce l’esercizio insieme alla dottoressa Maria Rosaria D’Atri.
C’erano loro, quella volta in cui si è davvero sfiorata la tragedia.
«Circa un mese e mezzo fa – racconta la Gigli – un signore anziano stava attraversando via per Camaiore, mentre un’automobile la percorreva a folle velocità. E’ riuscita ad evitarlo per pochissimo, ma il pedone, che è entrato nel nostro negozio, era così sconvolto tanto da rischiare un malore. Subito l’abbiamo assistito, calmato, ma la sua fortuna, potrebbe non ricapitare a un’altra persona».
Troppa la paura che, prima o poi, tutto questo possa risultare fatale a qualcuno. «Quando cala la sera, qui è buio pesto – dichiara la dottoressa – le uniche luci restano quelle della farmacia e quelle del vicino parrucchiere, troppo basse perché il problema non sussista. Basterebbero due dossi, uno all'inizio e uno alla fine di questo tratto, insieme a qualche lampione e alle strisce pedonali, ma nonostante le segnalazioni, tutto è ancora come prima». A poco sono valse le firme dei residenti raccolte nel corso degli anni, così come la lettera inviata all'Urp venti giorni fa dalla stessa Stefania Gigli. «Ho illustrato la situazione chiedendo di intervenire, ma mi hanno risposto che di disagi come questi, sul territorio, ce ne sono diversi. Prenderanno in considerazione la cosa, ma sicuramente non in tempi brevi. Non capiscono che la nostra è davvero una necessità, mentre aspettiamo, qualcosa di brutto potrebbe accadere da un momento all'altro».
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