Finanza
Alce, il sindaco Betti finisce nel mirino
Bagni di Lucca, il Comitato ritiene che solo l’azione dei Comuni possa bloccare le biomasse, ma nota «indolenza»
LUCCA. La notizia dell’avvio dell’iter per l’acquisizione in servitù da parte di Alce dei terreni necessari alla costruzione dell’elettrodotto continua a provocare forti reazioni. Nel mirino della popolazione preoccupata per le conseguenze sulla salute e la qualità della vita finisce in particolare il sindaco di Bagni di Lucca, Massimo Betti, la cui azione viene giudicata assente o comunque non incisiva.
È ormai chiaro a tutti che l’azienda sembra intenzionata a partecipare alle aste per aggiudicarsi i certificati verdi; e appare altrettanto chiaro che i margini di manovra per i contrari all’impianto a biomasse siano sempre più ristretti.
Sfumati in un certo senso il ricorso alla magistratura e quello all’Unione Europea che probabilmente non riusciranno ad esprimersi nel breve periodo, rimane solo l’azione dei sindaci coinvolti.
Già nei giorni scorsi i membri del Comitato Ambiente di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano avevano espresso grossa preoccupazione per l’accelerazione effettuata da Alce e avevano tirato in ballo la responsabilità personale del dirigente provinciale Roberto Pagni e, appunto, del sindaco Massimo Betti:
«Il futuro della Valle e della salute dei cittadini si gioca – avevano detto – sulla loro capacità di considerare inaccettabile esporre a rischi la popolazione senza esigere e imporre azioni preventive di Valutazione d’ Impatto Ambientale e Sanitario».
Oggi il Comitato è tornato ad farsi sentire:
«La popolazione di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca, che da oltre 10 anni combatte contro l’insediamento di inceneritori sul territorio, dopo aver vinto la battaglia contro quello Lucart potrebbe a breve perdere la guerra.
«La costruzione dell’impianto a biomasse dell’Alce rappresenterebbe infatti la sconfitta dei cittadini e dei loro rappresentanti nei due Comuni.
«Alle forze politiche, all’attuale sindaco Poggi e ai candidati sindaci di Borgo a Mozzano, chiediamo perciò oggi un ulteriore, determinante e dichiarato impegno a fianco del sindaco di Bagni di Lucca nell’assumersi la responsabilità, doverosa per legge, di prevenire e impedire in ogni modo ogni possibile causa di pericolo per la salute dei cittadini della zona».
Quello di Biomasse del Serchio Srl, prosegue il Comitato, «è un progetto privato altamente speculativo e inquinante che è stato sostenuto con protervia dall’Amministrazione provinciale di Lucca e dalla precedente amministrazione comunale di Bagni di Lucca.
«Il consiglio provinciale ha avallato senza batter ciglio le scelte politiche dell’amministrazione dimostrandosi incapace persino di produrre una opposizione degna di questo nome. Perché, ci chiediamo, tanta indolenza?».
Temiamo che, ha proseguito il Comitato, «la pluriennale frequentazione fra gli stessi individui induca a comportarsi come compagni di merende piuttosto che come reciproci controllori.
«La Regione, la Provincia, l’Arpat e le precedenti amministrazioni comunali di Bagni di Lucca, che fin dal 2001 hanno gravemente e colpevolmente tradito il diritto dei cittadini all’attuazione di un piano di risanamento della qualità dell’aria, invece di rimediare all’errore commesso hanno permesso il consolidarsi e il protrarsi di una situazione di grave pericolo per la salute degli abitanti.
«In tutta questa brutta vicenda – conclude il Comitato – ci sono responsabilità anche personali molto gravi ed evidenti».
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