La manifestazione
Promozioni a rischio per 3.400 alunni
L’allarme lanciato dai presidi dopo l’annullamento del concorso: «Ora la politica deve salvare la situazione»
LUCCA. La corsa contro il tempo è cominciata. Se non ci saranno provvedimenti di “autotutela” prima della notifica della sentenza del Consiglio di Stato rischia di venir meno la legittimità degli atti - comprese promozioni e bocciature, assunzioni di personale, contratti e così via - firmati dai 4 dirigenti di 37 scuole della Piana, della Media Valle e della Garfagnana, e relativi ad oltre 3.400 alunni.
La sentenza in questione è quella che annulla il concorsone, organizzato in Toscana 2 anni fa, per dirigenti scolastici in base al quale sono stati assunti e assegnati alle rispettive scuole 112 presidi (23 prof risultati idonei sono ancora in attesa di contratto). Tutti, ora, rischiano il posto di lavoro. Non perché «ci sono stati favoritismi o raccomandazioni - spiegano i dirigenti coinvolti - ma per un errore dell’amministrazione». E cioè l’adozione di una procedura ritenuta non idonea dal Consiglio di Stato per la sostituzione del presidente di commissione. Sostituzione avvenuta il 2 aprile 2012: da quella data per i giudici amministrativi il concorso è da ripetere e una nuova commissione dovrà ricorreggere i compiti scritti, rivedere le ammissioni all’orale, ripetere tutte le prove orali. Con buona pace «dell’anonimato delle stesse prove scritte, non più garantito a seguito dell’accesso agli atti concesso ai ricorrenti, e del principio di omogeneità di valutazione» rileva la dirigente dell’istituto comprensivo di Torre del Lago Maria Rosaria Mencacci. Il tutto, ovviamente, con il rischio che qualche promosso venga bocciato, o viceversa. Innescando una serie di ricorsi a catena. «È evidente - affermano i dirigenti - che finiamo per essere le vittime incolpevoli degli errori dell’Amministrazione, nonostante la professionalità dimostrata nello svolgimento del proprio lavoro e l’impegno e la diligenza con le quali hanno affrontato il loro compito». E questo, per giunta, avverrebbe a uno o due anni dall’assunzione dei nuovi incarichi.
Gli scenari. La richiesta dei dirigenti è chiara: «Non si invoca una sanatoria, ma un atto di giustizia» dicono. Una soluzione, insomma, che “salvi” le scuole da un impasse burocratico-amministrativo potenzialmente devastante. E al contempo tuteli dei professionisti, i 112 dirigenti (ed i 23 in attesa di contratto), che con merito hanno superato un concorso che, stando alla sentenza, dovranno ripetere. A questo punto i tempi sono determinanti. Il Ministero e l’ufficio scolastico regionale sono chiamati a adottare un provvedimento di autotutela che renda valido l’operato dei dirigenti assunti dal concorsone nonostante la sentenza.
Valentina Landucci
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