Il Tirreno

Lucca

Pedibus, andare a scuola diventa un gioco

Primo giorno per il progetto che incentiva bambini e famiglie a muoversi senza i mezzi a motore

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LUCCA. Hanno capolinea, fermate e passeggeri. Ma gli unici motori dei “Pedibus” sono le gambe e i piedi di bambine e bambini che usano questi autobus umani, accompagnati da autisti e controllori adulti che indicano la strada, sostano ai punti di raccolta e portano i piccoli studenti a scuola. E ieri mattina ad aspettare questo speciale pullmino colorato e giocoso c'erano diversi bambini in piazza Santa Maria: erano le 7,55 quando il gruppo sempre un po' assonnato ha iniziato il percorso a piedi verso la “Pascoli”, guidato dai volontari dell'Associazione Auser e con la collaborazione dei Vigili Urbani.

Ospite d'eccezione per la prima assoluta del progetto, il sindaco Alessandro Tambellini. Un modo alternativo per andare e tornare da scuola in sicurezza, rispettando l'ambiente e facendo fare passi da gigante alla cultura dell'ecologia. Una passeggiata può migliorare la qualità della vita di un intero gruppo di bambini, aiuta a stringere relazioni, a sdrammatizzare le piccole responsabilità quotidiane e a trovare nuovi amici. Ne sono convinti anche i genitori che hanno aderito al progetto e che ieri mattina hanno lasciato i propri figli in piazza Santa Maria, muniti di casacca colorata e tanta voglia di camminare. «È una bella iniziativa – raccontano alcune mamme – abbiamo subito risposto di sì, perché pensiamo che si tratti di un messaggio educativo molto chiaro».

Un pit-stop sotto la Madonna dello Stellario, dove altri bambini stavano aspettando di mettersi in fila per due, a dritto lungo via del Fosso, poi a destra in via Santa Croce e infine l'arrivo in piazza Santa Maria Bianca. Qua, dopo poco, sono arrivati altri tre gruppi di studenti, partiti da piazzale Verdi, Porta Elisa e Porta San Pietro. Il progetto è stato fortemente voluto dall'assessore alle politiche formative, Ilaria Vietina e dall'assessore all'ambiente e alla mobilità, Francesca Pierotti. «Pedibus non è solo un servizio – ha spiegato il sindaco – ma un vero e proprio approccio culturale che lega insieme varie questioni: dall'ambiente al gioco, dallo stare insieme all'attività fisica, dal rispetto alla conoscenza della città in cui si abita. Sarà utile per aiutare i bambini a riappropriarsi del piacere di camminare, fare del sano movimento, apprendere i fondamenti dell'educazione stradale non solo a livello teorico, ma sperimentandoli direttamente. Inoltre rappresenterà anche un'occasione ulteriore per incontrarsi e socializzare». L'iniziativa, poi, è volta a ridurre la concentrazione di traffico davanti alle scuole e l'inquinamento atmosferico. Una proposta simpatica, comoda e gratuita, rivolta alle famiglie che abitano in centro, ma anche a quei genitori che, vivendo in periferia, possono fermarsi alle porte della città e affidare i figli al Pedibus.

Fino a giugno sarà solo la scuola primaria “G. Pascoli” ad essere coinvolta nel progetto, ma l'intenzione è quella di estendere lo scuolabus umano a quanti più istituti possibili, già dal prossimo settembre.

Nadia Davini

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