Finanza
Cagnolina uccisa da un boccone avvelenato
La tragica fine di Shila, tre anni, fra le braccia della padrona durante un’escursione nei boschi
BAGNI DI LUCCA. Un boccone avvelenato. Così muore la canina Shila, di appena tre anni, sotto gli occhi increduli della padrona e dei gitanti. Questo è quanto è successo domenica scorsa quando un gruppo di circa 35 persone si è mosso da Crasciana verso i vecchi sentieri che portano al Monte Battifolle.
Una piacevole scampagnata favorita dal bel tempo e da un eterogeneo gruppo di persone, fra cui tre bambine e tre cani al seguito. Tutto è andato bene fino a quando in località Cerrata Grande, qualcuno si è accorto che uno dei cani teneva in bocca qualcosa che somigliava ad un pezzo di carne. Il padrone è però riuscito a raggiungerlo e a toglierli di bocca l'oggetto non identificato. In seguito, sempre lungo il sentiero, dopo aver superato la zona dove i pastori hanno casa e tengono le bestie, i cani sono di nuovo stati liberati. Però, dopo poco tempo una persona del gruppo si è accorta che una giovane canina di nome Shila, aveva anch'essa in bocca l'identico boccone, come un pezzo di carne avvolto da un filo.
Qualcuno del gruppo ha tentato di raggiungerla ma lei è stata più veloce ed ha inghiottito il boccone. «Ci siamo subito allarmati, racconta uno dei partecipanti alla gita, collegando l'episodio a quanto successo poco prima e così abbiamo telefonato ad un veterinario che ha consigliato di far vomitare l'animale. Purtroppo non ci siamo riusciti. Così è iniziata la folle corsa verso le auto, sperando che le preoccupazioni sulla natura del boccone fossero esagerate. Ma così non è stato. Dopo circa mezz’ora la cagnolina ha cominciato a mostrare i primi sintomi di avvelenamento, iniziati con tremore alle gambe e poi con irrigidimenti e spasmi violenti su tutto il corpo. È passato altro tempo tra lo strazio e l'impotenza della padrona del cane e dei presenti, mentre le crisi erano sempre più violente e dolorose, fino a che Shila non ce l'ha più fatta ed è spirata tra le braccia della sua padrona. Nel frattempo avevamo richiesto dei soccorsi risultati però inutili, vista la situazione, anche se fossero arrivati velocemente Considerando la difficoltà di portare a mano il corpo dell'animale a casa, siamo riusciti a far arrivare un fuoristrada da Crasciana. Quella che doveva essere una giornata spensierata, conclude un gitante, si è tramutata in un vero e proprio incubo per la crudeltà e l'assoluta mancanza di umanità di chi ha gettato queste esche lungo il percorso proprio per colpire indiscriminatamete qualsiasi animale vi si trovi a passare, costringendolo ad una fine ingiusta, crudele e orribile».
Per questo i partecipanti vogliono «mettere in guardia altre persone che si trovino a camminare nella zona tra la Croce e il Battifolle, così da evitare che questi fatti così aberranti possano accadere ad altri animali. Ci chiediamo chi è tanto crudele da compiere questi atti così disumani e quanti bocconi della morte siano ancora presenti sul territorio».
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