Il Tirreno

Lucca

L’Alce va avanti: firma dei contratti per l’elettrodotto

di Chiara Lammari
L’Alce va avanti: firma dei contratti per l’elettrodotto

I proprietari dei terreni interessati sono stati convocati per definire l’accordo sulle servitù per il collegamento

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BAGNI DI LUCCA. Chi aveva pensato che la società Biomasse del Serchio Srl avesse rinunciato ai propri progetti dovrà probabilmente ricredersi: è di questi giorni la notizia che l’azienda ha infatti avviato le pratiche per l’acquisto o l’acquisizione in servitù dei terreni su cui sorgerà, secondo i piani, l’elettrodotto di collegamento tra l’impianto a biomasse e la centrale Enel di Piano della Rocca.

Secondo quanto si apprende, alcuni dei proprietari dei lotti che oltre tre anni fa avevano accettato di concederli per il passaggio dell’elettrodotto sarebbero stati contattati nei giorni scorsi dallo studio tecnico della ditta per fissare la data di stipula dei contratti. Il progetto prevede il posizionamento di un traliccio a Fornoli, un tratto aereo sopra il fiume Serchio, un traliccio a Piano della Rocca e poi l’interramento dei cavi fino alla centrale; per un totale di una decina di particelle interessate e altrettanti proprietari coinvolti. Quello dell’asservimento dei lotti sui cui costruire l’elettrodotto è sicuramente una notevole accelerazione dell’azienda in vista, verosimilmente, dell’approssimarsi del 31 marzo, termine entro il quale dovrebbe uscire il bando per i certificati verdi; bando a cui lo scorso anno Biomasse del Serchio Srl aveva deciso di non partecipare lasciando tutti increduli. I membri del Comitato Ambiente e Salute si sono detti estremamente preoccupati: «La gara per l’accaparramento degli incentivi pubblici – dicono – non è ancora partita. I bandi devono uscire entro il 31 marzo e successivamente passeranno 5 mesi prima di conoscerne gli esiti. Fino alla fine di agosto Alce/Biomasse del Serchio non dovrebbe sapere se si è aggiudicata i soldi pubblici. Ma allora, come si spiega l’esborso anticipato di tanto denaro per stipulare i contratti di asservimento?.

» Questo precorrere i tempi, afferma inoltre il Comitato, «non lascia margini di speranza in un ripensamento della società dettato da motivi economici o morali e lo stato avanzato della situazione non lascia intravedere grandi margini neppure per un intervento in tempo utile da parte della magistratura o della Commissione Europea, chiamate da alcuni mesi in causa. A questo punto resta in ballo esclusivamente la responsabilità personale di due soggetti: il dirigente provinciale ing. Pagni, che concesse l’autorizzazione, e il sindaco di Bagni di Lucca Massimo Betti, responsabile della salute pubblica». In attesa di capire come si muoveranno ora i Comuni coinvolti e il Comitato appare probabile che i proprietari dei terreni che non accetteranno l’accordo bonario potrebbero incorrere nell’esproprio visto che l’impianto in progetto a Fornoli è sempre stato considerato un’istallazione “di pubblica utilità”.

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