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I mulini della Valle diventano modellini in legno

I mulini della Valle diventano modellini in legno

GALLICANO. Nell'ambito delle iniziative regolarmente organizzate da UNITRE di Gallicano, quella che avverrà sdomani pomeriggio alle ore 15.30 presso il Ciaf, sarà del tutto particolare: Graziano...

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GALLICANO. Nell'ambito delle iniziative regolarmente organizzate da UNITRE di Gallicano, quella che avverrà sdomani pomeriggio alle ore 15.30 presso il Ciaf, sarà del tutto particolare: Graziano Serafini, di Bagni di Lucca, terrà una relazione dal titolo “Il mulino a vento di Lucchio: modello e azionamenti”.

Ma non si tratta solo di una conferenza teorica: l’appuntamento, infatti, ha un curioso risvolto “pratico”. Appassionato di archeologia industriale, Serafini illustrerà il funzionamento di un mulino a vento nell'antichità: mostrando un modellino, farà vedere il suo interno fatto di ingranaggi e marchingegni vari prendendo anche in esame macine in pietra, antichi movimenti in legno e tutto quanto collegato all'antica industria. Che traeva la sua energia, nei tempi passati, non solo dal vento, ma anche e soprattutto (almeno nelle nostre zone) dall’acqua.

Infatti, nel territorio di Bagni di Lucca, i diciotto torrenti presenti, erano la forza principale per far funzionare opifici, seterie, cartiere, macine ed altre manifatture.

«Si tratta di una ricerca nata dalla mia passione che ho per la meccanica in generale - così Graziano Serafini inizia a spiegare il cammino che l’ha portato a questi risultati -: sono stato diversi anni in contatto con un'associazione lucchese di archeologia industriale, ora in fase di smantellamento, stimolandomi a cercare nel mio comune di residenza, cosa esisteva sull'uso dell'acqua e gli edifici idraulici».

Fondamentali alla stesura e realizzazione del suo lavoro sono state le testimonianze orali degli abitanti della zona, che avevano visto in funzione i marchingegni. Ma non solo: Serafini si è servito cneh di mappe e documenti antichi consultati presso l'Archivio Storico di Lucca.

Alla fine, questa ricerca durata due anni e mezzo, ha condotto Serafini alla produzione di una serie di modellini in scala, rendendo così più intrigante e pratica la divulgazione dell'analisi.

Sui frutti del suo lavoro conclude così Serafini: «La logica conseguenza sarebbe la realizzazione di un volume, sto lavorando in tal senso cercando degli aiuti; durante le mie mostre e gli incontri fatti coi ragazzi delle scuole, ho visto molta gente interessata ai miei modellini quindi dove mi chiamano io vado molto volentieri come ad esempio a Pescaglia per la manifestazione sugli antichi mestieri».

Francesco Cosimini

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