Il Tirreno

Lucca

Addio ai tralicci: sì, ma senza fretta

di Luca Cinotti
Addio ai tralicci: sì, ma senza fretta

Serviranno anni per dismettere la vecchia linea. Il nodo dell’impatto ambientale della nuova centrale a Balbano

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LUCCA. I megatralicci saranno tolti, ma non bisognerà aver fretta: per costruire il nuovo percorso dell’elettrodotto La Spezia-Acciaiolo, infatti, serviranno anni. Ed è probabile che i piloni che attraversano l’Oltreserchio da Formentale a Ripafratta non verranno smantellati completamente prima del 2018.

Tempi lunghi. Il giorno dopo aver anticipato le intenzioni di Terna (la società che gestisce le infrastrutture elettriche) Il Tirreno ha preso visione del progetto per il “nuovo” elettrodotto. E - soprattutto - del cronoprogramma delle opere. Che ha un punto di partenza ben preciso: il decreto con il quale i ministeri dello Sviluppo economico e dell’ambiente daranno l’ok alla costruzione. Un documento che - a termini di legge - dovrebbe arrivare nel giro di 180 giorni dalla presentazione della domanda. In realtà - fanno sapere da Terna - queste tempistiche vengono spesso “sforate”. Anche perché c’è da tenere conto anche della procedura della Valutazione di impatto ambientale: che dovrebbe rientrare nei 180 giorni, ma che in realtà il più delle volte si spinge assai più in la. E se previsioni non se ne fanno, è assai probabile che il decreto non arrivi prima di metà 2015.

A quel punto il cronoprogramma prevede di partire con la progettazione esecutiva, gli asservimenti e gli espropri delle aree e - nel giro di nove mesi - con i cantieri veri e propri che dovrebbero lavorare in contemporanea su più fronti: la costruzione della nuova centrale elettrica di Balbano, quella del nuovo percorso della La Spezia-Acciaiolo e i due nuovi raccordi con le linee Viareggio-Filettole e Filettole-Lucca Ronco. Solo una volta terminati tutti questi cantieri si potrà cominciare a smantellare i 18 piloni ormai inutili. Cronoprogramma alla mano, se non ci saranno intoppi di sorta (sempre in agguato per opere del genere) saremo a due anni e mezzo dall’emanazione del decreto: nell’ipotesi che questo arrivi a metà 2015, i lavori per togliere i piloni cominceranno quindi solo nel 2018.

L’impatto ambientale. Il progetto elaborato dagli ingegneri di Terna si muove su una logica precisa: allontanare il tracciato dalla pianura e spostarlo sulle colline. «D’altra parte - fanno sapere dalla società - c’è una buona fetta di urbanizzazione che è sorta dopo la costruzione dell’elettrodotto. E di questa dobbiamo tener conto». Secondo la relazione presentata al ministero per la Via, l’ago della bilancia dell’impatto ambientale è positivo. Si fa notare, infatti, come il tracciato si sposti ben lontano da siti ritenuti sensibili, come la Certosa di Farneta e l’ex ospedale psichiatrico di Maggiano. Più complessa, invece, la situazione per il castello di Nozzano. Che da una parte vede (anzi, vedrà) migliorare la visuale verso est, con la rimozione della vecchia linea, mentre dall’altrà ci sarà un aggravamento della situazione verso ovest, con i nuovi piloni. In generale, è chiaro che dal punto di vista paesaggistico ci sarà un peggioramento sulle colline che separano l’Oltreserchio dalla Versilia. E un altro documento - la relazione archeologica - invita a prestare particolare attenzione alla zona di confine fra le province di Lucca e di Pisa, dove sono presenti i resti di varie fortificazioni.

Il caso-centrale. Dal punto di vista dell’impatto ambientale, tuttavia, è innegabile che il punto più delicato sarà quello della nuova stazione elettrica che sarà ricavata in una cava dismessa in via Casanova, a Balbano. Nella foto in questa pagina pubblichiamo un rendering contenuto all’interno del dossier di Terna, che dà l’idea di quello che sarà il risultato finale del cantiere. Nella centrale convergeranno ben quattro tronconi, fra linee a 380mila e 132mila volt. Un impatto innegabile, nonostante le opere di mitigazione promesse, come l’installazione di una siepe che coprirà il muro in cemento armato. Ancor di più se si considera il contesto: a circa 200 metri sorge infatti l’Albergo Casanova, un cinque stelle di gran lusso con 14 suite e campo da golf gettonatissimo soprattutto dagli stranieri in cerca di relax nel verde.

Espropri e servitù. Passerà ancora del tempo anche per l’effettività delle servitù di passaggio degli elettrodotti: Terna, infatti, ha inserito nella liste tutte le particelle catastali ricadenti in un’“area potenzialmente impegnata” piuttosto ampia, che comunque verrà rivista (e ridotta) in sede di progettazione esecutiva. Proprio ieri, infine, il progetto è stato depositato in Provincia e Comune, dove è a disposizione dei cittadini che hanno 60 giorni di tempo per presentare osservazioni.

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