Il Tirreno

Lucca

Tratta la moglie come una prostituta

Tratta la moglie come una prostituta

Marito violento azzera il conto corrente della consorte e la costringe a prestazioni sessuali in cambio dei soldi che le offre

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LUCCA. Per costringere la moglie ad avere rapporti sessuali con lui un trentasettenne lucchese arriva ad azzerare il conto corrente della consorte e ad offrirle un lauto compenso per le sue prestazioni. In sostanza la tratta alla stregua di una prostituta arrivando a farle violenza economica, un nuovo concetto di violenza domestica introdotto dal legislatore nella legge 119 del 16 ottobre 2013 sul femminicidio e i maltrattamenti in famiglia. La donna - senza un lavoro - è costretta a subire le vessazioni e le angherie del marito dal quale, peraltro, si stava separando. Una spirale pericolosa interrotta dalla stessa vittima che si rivolge alla questura rappresentando il suo stato di malessere, frustrazione e umiliazione cui da tempo l’aveva costretta il coniuge che svolge un lavoro ben retribuito. Uno stato di prostrazione, quello della giovane moglie, diventato pesante al punto tale che, in alcuni casi, per esigenze economiche la donna, con un figlio, era stata costretta a soddisfare le voglie represse del marito con cui era sposata da tempo. Separatasi da quell’uomo diventato brutale e rancoroso e con il quale la convivenza era diventata insostenibile, la donna ha avuto la forza di rivolgersi alla polizia e raccontare il suo dramma. La squadra Mobile, diretta dal commissario Virgilio Russo, ha denunciato quell’uomo per violenza sessuale, estorsione, atti persecutori, ingiurie, minacce e lesioni personale.

I fatti. Un rapporto andato in frantumi dopo anni di matrimonio con un figlio che frequenta le scuole medie si trasforma in un incubo senza fine per la giovane donna. Lei decide di non condividere più il letto coniugale con il marito, sempre più possessivo e assillante, e si arrangia a dormire sul divano nel soggiorno. Per il compagno è una dichiarazione di guerra. Non vuole prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi della separazione ormai prossima e del rapporto logoro e senza speranza di riappacificazione. E mette in atto ogni escamotage per cercare di riavvicinarsi a lei. Parla addirittura con i suoceri lamentandosi della «freddezza» della moglie nei suoi riguardi e invitandoli a consigliare alla figlia di «salvare il matrimonio in nome del loro bambino» tornando a dormire con lui e «concedendosi» ai suoi appetiti sessuali.

Sms e registrazioni. La proposta indecente del marito, arrivato dopo le minacce e le botte a negarle i soldi per tirare avanti e a togliere il denaro dal conto affinché cedesse alla sue voglie, non è passata inosservata alla polizia. Perché la moglie si è precostituita delle prove attraverso sms e registrazioni telefoniche dei dialoghi con il consorte. E quando lei è riuscita a rompere l’«assedio» del marito e a separarsi da quella convivenza ormai intollerabile si è rivolta alla polizia portando le prove di quel rapporto «malato». La Mobile ha effettuato ulteriori e più approfonditi accertamenti trovando riscontri alla denuncia della giovane donna e inviando una corposa informativa in procura.(l.t.)

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