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Più lontano l’ospedale unico della Valle

Più lontano l’ospedale unico della Valle

L’assessore regionali Marroni: «Aspettiamo una soluzione meno lacerante per la localizzazione»

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LUCCA. Addio, ospedale unico della Valle del Serchio. Appare sempre più lontana e improbabile la realizzazione della nuova struttura, via la divisione profonda che c’è fra i sindaci, la profonda spaccatura che si era registrata al momento del voto sull’area indicata per la realizzazione del complesso.

L’assessore regionale Luigi Marroni tiene una porta aperta probabilmente più per dovere che per convinzione e dice: «La Regione è in attesa che si risolva il nodo politico della localizzazione, dopo di che farà quello che serve. La disponibilità è totale, ma cerchiamo e ci aspettiamo una soluzione meno lacerante».

Difficile però raggiungerla e non è un caso che di questo problema si parli ormai da 20 anni senza che si riesca a trovare una intesa che porti a uno sbocco.

«Il nuovo ospedale - dice Marco Remaschi, presidente della commissione regionale sanità - è in una situazione di difficoltà a livello politico. L’azienda però intanto continua con gli investimenti, come sta facendo per le sale operatorie di Barga e di Castelnuovo e per la dialisi a Barga».

Interventi che però per il direttore generale dell’Asl 2 Antonio D’Urso non contrastano con la possibilità di realizzare un nuovo ospedale nella Valle.

«Nelle sale operatorie - dice - si effettuano anche interventi di piccola chirurgia che si possono fare anche a livello territoriale. Ho presentato un progetto ai sindaci della Valle per quanto riguarda le attività, che è ancora all’esame degli amministratori».

L’assessore regionale Marroni sottolinea come gli interventi nella Valle siano in linea con la politica della Regione per le zone montane. «La revisione e il potenziamento dei servizi nella Valle - aggiunge Marroni - sono un segno tangibile dell’attenzione dell’Asl 2, vanno nell’ottica che ci guida, quella di puntare sull’incremento delle attività territoriali, con l’assistenza domiciliare passata già dal 2,5 al 5%, con la riorganizzazione dei medici di famiglia, con le case della salute».

Secondo Marroni, l’impasse sull’ospedale della Valle e il grande lavoro per il monoblocco a Lucca poteva far rischiare uno stop degli impegni per la Valle stessa: stop che non c’è stato, a conferma dell’attenzione di Regione e Asl. (f.t.)

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