Il Tirreno

Lucca

Omaggio alle donne in consiglio

di Paola Taddeucci
Omaggio alle donne in consiglio

Ricordata l’azione iniziata nel 1951 da Maria Eletta Martini e Lucia Sonnenfield

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LUCCA. Un omaggio alle donne. A qualche giorno di distanza dall’8 marzo, inflazionato di celebrazioni e feste, perché si continui a pensare all’universo femminile oltre quella data. Lo ha voluto Matteo Garzella, presidente del consiglio comunale, che ieri nel teatro di San Girolamo ha organizzato una giornata tra memorie personali e riflessioni dedicata alla rappresentanza in rosa nell’assemblea lucchese dal Dopoguerra ad oggi, con un ricordo commosso di quattro consigliere scomparse: Maria Eletta Martini e Lucia Sonnenfield, le prime donne elette nel 1951, Silvana Sciortino e Nella Rugani. Che di memoria e di riflessioni ci sia bisogno lo mettono in evidenza i numeri dati dallo stesso Garzella nell’introdurre l’incontro: dal 1946 a oggi su 440 consiglieri soltanto 44, cioè l’11%, sono donne. Lontanissimi – a Lucca e in altre parti d’Italia, dove va addirittura peggio - dal resto d’Europa. «Ben venga allora – sottolinea il sindaco Alessandro Tambellini nel suo intervento – la discussione sulle quote rose che pone concretamente un problema». Secondo Tambellini la politica e l’economia hanno bisogno dell’apporto delle donne, sfavorite nella partecipazione perché su di loro grava il peso maggiore della crisi, dovendosi sostituire a servizi sociali che mancano e senza avere il supporto dalla vita familiare. «Credo che per incrementare la partecipazione femminile sia alla politica sia nell’economia – dice il primo cittadino – sia necessario agire sempre di più a sostegno della famiglia». Ma il pomeriggio al teatro di San Girolamo – con un pubblico di amministratori di ieri e di oggi, tra cui gli ex sindaci Giulio Lazzarini, Pietro Fazzi e Mauro Favilla – si è soffermato molto sulle esperienze e sui ricordi personali. A partire da quelli di due delle 44 consigliere che hanno occupato i banchi di Palazzo Santini dal 1946 a oggi: Ilaria Piccinini, eletta nelle file del Partito Comunista dal 1975 al 1980, e Ornella Vitali, presidente del consiglio comunale dal 1994 al 1998, unica donna ad aver ricoperto tale incarico. Piccinini fu la sola rappresentante femminile del suo partito, che guidava l’opposizione con otto consiglieri in totale, mentre nella Dc, forza politica di maggioranza con Mauro Favilla sindaco, le elette erano due. «Si cominciava a recepire l’esigenza – racconta – di una maggiore rappresentanza sia delle donne sia dei giovani. Io ero donna e giovane. E molto inesperta. Ma non fui mai lasciata sola dal partito. C’era un grande scambio generazionale, i più esperti ci consigliavano e ci seguivano. E c’era fiducia reciproca, che oggi mi sembra sia venuta meno. Come manca il rispetto delle istituzioni: allora, nonostante i profondi steccati ideologici ben delineati, le istituzioni costituivano qualcosa di intoccabile, uno spazio comune». Per lei fu la prima e l’ultima esperienza politica. «Non era un affare per me – dice -. Troppe lungaggini e scelte sbagliate: si passavano ore per metterci d’accordo su una mozione inutile e si liquidavano in poco tempo, invece, pratiche importanti». Ornella Vitali definisce “positiva, inaspettata e utile” l’esperienza alla guida del consiglio comunale: sindaco Lazzarini del centrosinistra, lei dell’opposizione. Un’ante litteram delle larghe intese. «Di quell’esperienza – dice Vitali – feci tesoro negli anni successivi, come assessore”. Ma arrivò anche l’amarezza “non tanto per il lavoro – sottolinea -, quanto per il decadimento generale: non c’erano più valori né correttezza. Da quel momento la politica per me è un capitolo chiuso». Spazio ai ricordi personali anche per Maura Cavallaro, assessore provinciale, e per Giovanna Cagliostro, la prima prefetto donna di Lucca, in un intervento del tutto informale. Largo, infine, alle analisi e ai dati storici con le relazioni di Luca Baldissara, dell’università di Pisa e di Patrizia Dini, presidente del dipartimento nazionale politiche di genere Aiccre.

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