Il Tirreno

Lucca

Campo di Marte, 15 anni per i lavori ai padiglioni

di Fabrizio Tonelli
Campo di Marte, 15 anni per i lavori ai padiglioni

L’Asl utilizzerà l’edificio B come parcheggio dei servizi, salta il recupero

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LUCCA. Il Campo di Marte sarà un cantiere per 10-15 anni. Tanto occorrerà per la ristrutturazione e l’adeguamento dei padiglioni che – dopo il trasferimento dell’ospedale a San Filippo – resteranno all’Asl 2.

L’annuncio del direttore generale Antonio D’Urso arriva durante la conferenza stampa con cui, alla presenza dell’assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni, la stessa Asl presenta il piano di potenziamento dei servizi territoriali a Lucca e nella Valle del Serchio.

L’edificio B farà da parcheggio. Ed è un annuncio dalle conseguenze devastanti, perché l’Asl manterrà anche la gestione del padiglione che D’Urso chiama “con i mattoncini rossi”. Ovvero quello storico, il B, che avrà funzioni di parcheggio delle attività. Ogni volta che si svuoterà uno degli altri edifici, per consentire l’effettuazione degli interventi, le attività saranno spostate nel complesso “con i mattoncini rossi”.

«I padiglioni da ristrutturare sono cinque – spiega D’Urso – il tempo medio per i lavori è di due anni ciascuno. Fate voi i conti». Già, conti ai quali bisogna aggiungere la progettazione, l’appalto, gli eventuali slittamenti, i tempi di trasferimento dei servizi. Insomma l’ipotesi dei 15 anni non è campata per aria.

Disagi inevitabili. Al punto che lo stesso D’Urso prevede «inevitabili disagi per gli utenti».

Non solo, ma la necessità dell’Asl 2 di disporre del grande padiglione B, di fatto rischia di bloccare ogni e qualsiasi previsione di riutilizzo di quella parte del Campo di Marte lasciata libera dall’azienda. E che in pratica si ridurrebbe al solo edificio A, quello dell’ingresso principale in ospedale che lo stesso D’Urso garantisce di rilasciare quasi subito dopo il trasferimento dei degenti e l’entrata in funzione del San Luca, il 10 e 11 maggio.

I due grandi complessi sono però comunicanti. Il presidente della Provincia Stefano Baccelli, nel suo progetto di riutilizzo del Campo di Marte, prevede di staccare i due edifici, con l’abbattimento dei tunnel che congiungono i due stabili. E l’Asl che cosa farà? Probabile che si cerchi una soluzione che isoli l’edificio B e che al tempo stesso garantisca la sicurezza di quello A, per evitare che possa diventare rifugio di senzatetto o peggio ancora uno spazio per attività illecite.

Un nuovo complesso. L’annuncio-choc di D’Urso sembra quasi propedeutico a riportare l’attenzione su una soluzione alternativa, che il direttore generale dell’Asl aveva lanciato mesi fa, riprendendo una proposta fatta in consiglio comunale dal consigliere Giorgio Mura. Ovvero la realizzazione di un nuovo edificio nell’area del Campo di Marte, dove ubicare tutti i servizi che l’Asl pensa di mantenere in questo contesto. Dove? In quella porzione di territorio che oggi è occupata da magazzini, lavanderia e mensa. Stabili che dovrebbero essere abbattuti e sulle cui ceneri potrebbe nascere il nuovo edificio.

I costi. I costi – secondo i tecnici dell’Asl – sarebbero in linea con quanto è necessario per la messa a norma dei padiglioni, 20-23 milioni.

Una cifra che l’assessore Marroni si appresta a inserire nel piano di investimenti della Regione, che viene aggiornato e modificato di anno in anno.

«Sull’ipotesi di un nuovo edificio ho mandato una relazione al Comune e alla Provincia – dice il direttore D’Urso – oltre che alla Regione. E stiamo aspettando la valutazione del consiglio comunale. Se si farà questa scelta mi auguro che sia condivisa e che non accada quello che è successo per il San Luca».

La parola al Comune. Un messaggio chiaro, rivolto soprattutto a Palazzo Orsetti. L’assessore al sociale Ilaria Vietina, presente alla conferenza stampa, si limita a dire che il percorso è iniziato e che sta proseguendo con cautela. Cautela che però non si adatta ai tempi della sanità di oggi, come sottolinea Marco Remaschi, presidente della quarta commissione regionale sanità: «Il Comune di Lucca deve dare una risposta chiara in tempi brevi per consentire all’Asl di capire in quale direzione andare. Ci sono stati troppi ritardi, ci sono opportunità che Lucca rischia di perdere. In Regione ci sono già 10 milioni pronti per interventi nelle aree ospedaliere dismesse, ma andando avanti di questo passo a Lucca non arriverà niente».

Tambellini peraltro in passato si è già espresso contro nuovi volumi nell’area del Campo di Marte, contro l’ipotesi di realizzare un nuovo edificio, preferendo invece puntare alla messa a norma di quelli esistenti. C’è da capire se confermerà questa posizione di fronte all’ipotesi di vedere, per così tanti anni, cantieri aperti senza soluzione di continuità tra le attività che si svolgeranno al Campo di Marte. E soprattutto alla luce di non poter pianificare alcunchè nell’area, alla luce dell’indisponibilità del padiglione B.

DIrezione all’ex Onmi. Qualsiasi strada si scelga di percorrere, una certezza sembra esserci. Entro l’anno la direzione generale dell’Asl 2, oggi a Monte San Quirico, sarà trasferita al Campo di Marte, nell’edificio ex Onmi.

«Una volta aperto il San Luca - spiega D’Urso - la direzione ospedaliera si trasferirà a San Filippo, mentre altri uffici troveranno spazio nell’ambito della zona distretto della Piana, nel padiglione O. Così la direzione generale, dopo alcuni interventi di sanificazione e adeguamento, potrà spostarsi all’ex Onmi e poi, quando anche questo edificio sarà messo a norma, si trasferirà provvisoriamente tra i mattoncini rossi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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