La manifestazione
Buste paga più pesanti per 87mila lucchesi
Con il taglio Irpef annunciato da Renzi da maggio aumenti diversificati in base al reddito: si va da 60 a 92 euro al mese
LUCCA. Ha promesso che a maggio i soldi saranno in busta paga e ora i contribuenti lo aspettano al varco. Per verificare se l’impegno del presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà rispettato o meno.
In tempi di crisi, ritrovarsi nel portafogli circa mille euro in più l’anno è sicuramente importante e rappresenta una inversione di tendenza rispetto ai tempi in cui tasse, tributi e aumenti vari hanno enormemente ridotto il potere di acquisto delle famiglie.
I lucchesi che controlleranno con ansia la busta paga di quel mese sono poco meno di 88mila, di cui 32.518 residenti nel comune capoluogo. Sono quelli che dovrebbero aver diritto al taglio dell’Irpef e quindi a ritrovarsi uno stipendio un po’ più ricco.
L’impegno del premier prevede infatti, a partire da maggio, che chi ha un reddito al di sotto dei 1.500 euro netti al mese (indicativamente si tratta della fascia sotto i 25mila euro lordi all’anno, anche se Renzi ha aperto la porta alla possibilità che il tetto arrivi a 30mila euro in virtù delle varie detrazioni del caso) si ritroverà in busta una media di 80 euro al mese in più.
In base ai dati in possesso del ministero dell’economia (non sono però disponibili quelli del neo comune di Fabbriche di Vergemoli) sono 87.820 in Lucchesia gli aventi diritto su oltre 129mila contribuenti.
Una base di partenza verosimile, ma non definitiva dal momento che nel computo potrebbero rientrare anche alcuni pensionati (che abbiamo calcolato nel 10-15% del totale) che per vari motivi hanno presentato la dichiarazione dei redditi e che invece non beneficeranno del taglio dell’Irpef.
La quota di 80 euro al mese in più in busta in realtà è solo una media. Trattandosi della riduzione di un’aliquota (quella marginale per i redditi fino alla soglia ricordata sopra, dal 30% al 23%), la rimodulazione avverrà su base percentuale. Quindi i primi calcoli, che rimangono approssimativi ma in ogni caso più vicini alla realtà, parlano di circa 92 euro in più al mese per coloro che hanno uno stipendio intorno ai 750 euro netti al mese, 97 per coloro che invece ne guadagnano sui 950, 83 per chi staziona sui 1.250 euro e circa 60 euro per chi invece gravita intorno a quota 1.500 euro netti al mese.
Un aspetto importante da sottolineare è che non dovrebbero rientrare tra i “fortunati” (anche se è in ballo un’agevolazione diversa) coloro che dichiarano un reddito annuo inferiore agli 8mila euro dal momento che questi hanno una detrazione che in sostanza azzera l’imposta. Le fasce di reddito che si riferiscono a queste soglie, desumibili dai dati sulle dichiarazioni dei redditi, sono appunto quattro: la prima (indicativamente 750 euro mensili) tra 7.500 e 10mila euro annui, la seconda (950 euro) tra 10mila e 15mila, la terza (1.250 euro) tra 15mila e 20mila euro e la quarta (1.500 euro) tra 20mila e 26mila.
Chi sta nella fascia più bassa percepirà circa 1200 euro in più (i 92 euro per tredici mensilità); quindi cho è nella seconda fascia 1.260 euro (97 per 13 mesi), la terza fascia 1.080 (83 euro per 13 mesi) e infine quelli della fascia tra 20 e 26mila euro vedranno crescere il loro reddito netto annuo di circa 780 euro (60 euro per tredici).
A Lucca come detto saranno circa 32mila i lavoratori che si ritroveranno più soldi nello stipendio, a Capannori sono invece 18.850.
Appena 233 invece i contribuenti di Giuncugnano che vedranno crescere la loro busta paga. C’è da attendere meno di due mesi per controllare se la promessa sarà stata davvero rispettata.
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