Sicurezza
A fare i capelli in bici, così sfido la crisi
La trovata di Michele Barsanti, parrucchiere nel centro storico: «Abbiamo notato che il servizio a domicilio tira sempre più»
LUCCA. Si può fare il parrucchiere anche in bicicletta, portandosi dietro una piccola valigia con tutto il necessario: mini lavateste con tubo da allacciare al lavabo di casa, forbici, spazzole, phon, colori e pennelli, tutto il necessario per meches e colpi di sole, mantelline.
Un po’ per andare incontro alle esigenze di clienti più anziani o impossibilitati a spostarsi, un po’ per sfidare la crisi, Michele Barsanti, parrucchiere lucchese di 27 anni, ha scommesso su questa nuova formula, un po’ dal sapore retrò, un po’, come sottolinea egli stesso, riprendendo dalle abitudini sempre più in voga tra i parrucchieri che lavorano nei paesi dell’Europa del Nord.
“In salone e a casa trattamenti su misura personalizzabili per risposte specifiche ai vostri desideri”, sta scritto sul mini depliant che Michele Barsanti sta diffondendo in tutta la città.
Ha deciso di lanciare questo servizio anche se in realtà, racconta, lo staff del suo salone lo sta eseguendo già da qualche tempo. Ma proprio col tempo si è reso conto che è un servizio richiesto, sempre di più.
«Diamo la priorità ai clienti anziani o che hanno problemi, temporanei o permanenti, a spostarsi», racconta Michele nel suo negozio in vicolo degli Orfanelli, pieno centro storico, un negozio con il marchio Nam Lov di Vincenza Melillo, che ha il suo salone principale sulla circonvallazione.
Nei saloni Nam Lov Michele ha iniziato il suo cammino di parrucchiere quando aveva quindici anni, apprendista mentre frequentava la scuola specializzata, poi dipendente, adesso gestore di un negozio suo con uno staff composto di due addetti più lui.
«Quando svolgiamo un servizio esterno al salone – spiega il giovane hair stylist – andiamo a casa del cliente in bicicletta. Portiamo tutto quello di cui abbiamo bisogno nelle valigette che normalmente usiamo per show e dimostrazioni. Questo servizio lo facciamo per i clienti del centro storico e immediate adiacenze, per questione di tempi non possiamo estenderlo a tutto il territorio, i costi aumenterebbero troppo per l’impegno prolungato del personale fuori dal salone. Così come non possiamo fare a casa trattamenti troppo complicati. Abbiamo deciso di promuovere il servizio a domicilio con i depliant perché ci siamo resi conto che molti non sanno di questa opportunità che offriamo». Ovviamente, continua il parrucchiere, «quando lavoriamo al domicilio del cliente emettiamo regolare fattura sul posto, come se facessimo i capelli in salone».
Il servizio a casa, compiuto durante il normale orario di apertura, comporta un’aggiunta sui prezzi di listino che oscilla dal dieci al venti per cento. E da alcuni clienti che ne hanno usufruito, racconta ancora Michele, «abbiamo ricevuto commenti del tipo “ma come, costa così poco?”».
Estendendo il servizio a domicilio, si augura Michele, si potranno anche colmare perdite di lavoro registrate da quando è scoppiata la crisi.
«La gente continua a venire a farsi i capelli – spiega il parrucchiere – solo che lo fa con frequenza minore. Se prima alcune nostre clienti facevano due sedute a settimana, oggi le hanno ridotte a una. Col servizio a domicilio abbiamo constatato intanto una piccola ripresa del lavoro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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