Il Tirreno

Lucca

QUEL MUSEO A TORTO RITENUTO DI SERIE B

Apertura alla partecipazione dei privati per rilanciare l’attività dei musei comunali, i cui costi e il cui flop nelle presenze costringono altrimenti l’amministrazione alla chiusura. E’ questa la...

2 MINUTI DI LETTURA





Apertura alla partecipazione dei privati per rilanciare l’attività dei musei comunali, i cui costi e il cui flop nelle presenze costringono altrimenti l’amministrazione alla chiusura. E’ questa la soluzione ipotizzata dal sindaco, Alessandro Tambellini, per far dare un futuro e un accettabile appeal a un sistema museale che molto può rappresentare per la crescita del flusso turistico.

Se la strada tracciata è condivisibile, e lo è, viene da chiedersi allora perché da anni il Comune lasci languire, dimenticato da tutti dopo la scomparsa del curatore Carlo Gabrielli Rosi, l’apprezzato (continue richieste di visite di scolaresche e turisti, migliaia di contatti in tutto il mondo su internet)museo della Liberazione al piano terra di Palazzo Guinigi, dove sono raccolti cimeli e documentazione secondo la convenzione-concessione tra l’associazione che lo gestisce e l’amministrazione comunale. A differenza di quanto accaduto lo scorso anno (con boom di visite), c’è anche il rischio che il museo non apra nemmeno il 25 aprile, per la festa della Liberazione. Non solo nonostante l’auspicata collaborazione tra privato e pubblico i locali di Palazzo Guinigi continuano ad essere sprangati: niente è stato fatto per risolvere almeno i problemi di agibilità (e quelli assicurativi) che invece si sono superati per i piani superiori. Davvero singolare un palazzo pubblico in parte agibile e in parte no: qualcuno vuol spiegare quale inghippo tecnico-burocratico faccia durare questa incongruenza?

Come già era successo con il predecesssore, Patrizia Favati, l’associazione che gestisce il museo è faticosamente riuscita a incontrare l’attuale assessore Alda Fratello, alla quale è stata spiegata di nuovo, per l’ennesima volta, la situazione che blocca l’attività del museo. Alle parole di interessamento non sono però seguiti fatti. Nè pare presa nella minima considerazione una proposta fatta dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli, per fare di Palazzo Guinigi il museo storico della città, accorpandovi l’Istituto Storico, il Museo del Risorgimento e il Museo della Liberazione che certamente attirerebbero grandi flussi di studenti e di visitatori in una sinergia proficua per tutti. Visti i rapporti tra i due enti, difficile però che Comune e Provincia possano mettersi d’accordo. E il Museo della Liberazione rimane chiuso. Del tutto infondata la sensazione di quanti, tra i gestori, parlano di mancata considerazione, se non di discriminazione? Qualunque sia la risposta, sta di fatto che la città è privata di una offerta di memoria, culturale e turistica importante.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa