Il Tirreno

Lucca

PIERIN LUCCHESE

Con la rotonda il malato torna a casa

Davanti al S. Luca l’ambulanza rigira e così si risparmia sulla degenza

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LUCCA. O lo vedi che ora sì che ci siamo la quale ar campo Balilla ci si pòle anco riportà le pèore la quale lo sa anche il prete di Meati che l’erba cresce indove campano i comicse e versa vice, e coll’Arcibecco UISP di San Lorenzo a Vaccoli noi ci si rifa la partita Pèori Scapoli contro Pèori Ammogliati oramai nella tradizione calcistica della nostra bella città che più bella non si pòle nemmeno se ci mette le mani Sorrentino, arbitro Cornacchioni di Pisa. In Comune indove che io, come uscere comunale, faccio la parole cruciverbistiche a giornate al posto del mi’ pappà la quale mi s’aspettava di diritto e di rovescio, ho anco sentito dire da due giometri che fanno finta d’essere ingegneri (ma che in segreto si chiamano architetti, con rispetto parlando) pare che oramai ci siamo e che presto presto faranno altre centoquindici rotonde rotatorie dintorno alla circo e invallazione delle Mura, ma però modernissime, musicali e a premi da andacci per lo più co apini, garellini sfondati, calessi a miccio, pandine a tre rote con freno a martinicca e briai di strizzo in bicigretta sgonfia per incontrastare il traffico dei Tirri Ucraini a carburante d’ uranio impoverito dall’INPS e rutti di baccalà e quelli Rumenu che vanno a fagioli stiaccioni, aricchiti d’aringhe e puzzo di carzini lezzi della Tram Silvania. Di cui le quali rotatorie poi ne fanno una ma grande grande anco a Portelisa , ma no tonda bensì quadrata e sponzorizzata dalla Sala Corse li presso che s’accettano scommesse su chi c’esce vivo e chi vince ha diritto a un altro giro e a una bambolina cor fistio ar culo; poi un’altra rotonda la stioccano in piazza Inter Minelli intorno alla fontana der Nottolini, anch’esso giometra, che datosi che era un genio geniale la fece tonda apposta e in mezzo accanto allo sgrillo ci mettano un canottino con su una pattuglia di vigili urbani a cantare girogirotondo e dire: circolare circolare. Che questo sì che è progresso progredito datosi che l’urtima o non te la piazzano davanti a lo Spidale novo, quello novo novo che quando arivin le tombolanze lanciate a tutta bira co l’asirena ci girano intorno e ritornano indietro da indove son venute con dentro ‘r malato e tutto, e laonde così cala assai il numero delle degenze dei degenti le quali gòstino delle palanche e allòra bisogna sparambia’ la spendin revù, che di soldi ‘un ce n’è più, anche per ragioni poetiche di rima.

Pierin Lucchese

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