La manifestazione
Non denuncia il compagno che la riempie di botte
Lucca: il convivente procura un trauma cranico alla donna che finisce per perdonarlo. Ma le lesioni superiori ai 20 giorni consentono alla polizia di incriminarlo
LUCCA. Vessata, picchiata, insultata ogni volta che il convivente, ubriaco, rientrava in casa dopo aver trascorso la serata al bar con gli amici. E nonostante le botte e le lesioni anche gravi (un trauma cranico con oltre venti giorni di prognosi) la giovane donna non ha voluto saperne di denunciare il suo uomo. Pronta a perdonarlo e giustificarlo nonostante soprusi, angherie e violenze fisiche e psicologiche. La denuncia è arrivata lo stesso dalla sezione reati contro la persona della squadra Mobile diretta dal commissario Virgilio Russo. Perché il trauma cranico con prognosi superiore ai 20 giorni riportato dalla donna ha consentito agli inquirenti di agire d’ufficio senza la necessità di una denuncia a querela di parte.
I fatti. Un paio di settimane fa un trentasettenne di San Concordio rientra a casa nel cuore re della notte completamente ubriaco. Sveglia la compagna, una coetanea, e senza motivo la percuote ripetutamente. Pugni, schiaffi, calci e arriva a strapparle i capelli e a lanciarle contro soprammobili e suppellettili. La convivente, terrorizzata, prima certa di difendersi. Ma, dopo una breve colluttazione, riesce a chiudersi in camera. Ma la furia disumana del compagno non si placa. È fuori di sè, vuole sfondare la porta per aggredirla e picchiarla ancora. Spaventata scappa dalla finestra dell’ appartamento, per fortuna al piano terra, e arriva a piedi fino in via Cavour. Lì c’è la sede della questura e lei chiede aiuto. Soccorsa dagli agenti viene attivata la speciale procedura del “codice rosa”, con cui vengono presi in carico i casi di maltrattamenti sulle fasce deboli.
La donna passa la notte in osservazione in astanteria dell’ospedale Campo di Marte e l’ indomani, accompagnata dai poliziotti, fa rientro a casa. Dal referto, con prognosi superiore ai 20 giorni e dunque procedibile d’ ufficio, si evince che ha riportato un trauma cranico e numerose ecchimosi ed escoriazioni dovute alle percosse subite. Secondo i sanitari si tratta di lesioni causate dalle botte ripetute in modo selvaggio.
Nonostante tutto la donna, seppure invitata reiteratamente a farlo, non sporge denuncia contro il compagno. Sostiene che vuol farlo ragionare e di ricondurlo sulla retta via. «In fondo non voleva farmi del male» dice agli agenti facendo emergere il suo spirito di «crocerossina». Anche nei giorni avvenire la donna viene ricontattata dalle poliziotte per avere aggiornamenti e verificare se a avesse patito altri soprusi. Fortunatamente il compagno non l’aveva più percossa. La Mobile ha denunciato il manesco trentasettenne alla procura per il reato di lesioni personali.
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