Il dolore
Un socio per lo sviluppo di Peuterey
Il gruppo di Altopascio punta a rafforzarsi a livello internazionale, in arrivo fondi di private equity
ALTOPASCIO. Il gruppo Peuterey vuole continuare a crescere all’estero e per farlo sta cercando un socio che creda nello sviluppo dell’azienda del settore moda di Altopascio e metta a disposizione i capitali per finanziarne lo sviluppo internazionale.
La notizia è uscita sul Sole 24 Ore di ieri dove si diceva che alcuni fondi di private equity, fra cui Clessidra e altri, avrebbero contattato l’azienda, una notizia confermata ufficialmente dal gruppo anche se si è subito precisato che sono già aperti dei canali di contatto con potenziali investitori italiani ed esteri e che non si tratta solamente di fondi di private equity, cioè che investono esclusivamente in società non quotate su mercati regolamentati.
«L’importante è trovare il venditore giusto – ha precisato l’azienda in una nota – che sia in linea con i nostri obiettivi e con la nostra filosofia. La quota che andrebbe ceduta è comunque di minoranza e non di controllo».
Sul Sole 24 Ore si parla di circa il 30-40 per cento del capitale di una società che genera un giro d’affari che si aggira intorno ai 120 milioni di euro e può contare su oltre 300 dipendenti in tutto il mondo.
L’operazione viene condotta dalla società di advisor americana Deloitte, che prima dell’estate ha ricevuto l’incarico da Peuterey Group.
Un passo importante per l’intero gruppo che prende il nome dall’Aiguille noire de Peuterey, una cima sul versante italiano del Monte Bianco, che ha iniziato a lavorare nel 1990 con la fondazione di Geospirit e che ora produce e distribuisce i marchi Peuterey, Aiguille Noire, Geospirit e Post Card.
Senza tralasciare l’ingresso nel progetto Elite di Borsa Italiana che potrebbe essere propedeutico alla quotazione nel giro di qualche anno.
Secondo gli ultimi dati di bilancio la distribuzione del fatturato sarebbe ancora prevalentemente concentrata in Italia per il 70% con la ferma volontà di aumentare la percentuale di affari all’estero.
Per questo l’azienda sta puntando molto sul mercato cinese, dove ha già aperto quattro flagship (negozi monomarca), dei quali tre a Shangai e uno a Pechino, mentre in Europa per il momento ha aperto a Roma, Milano, Cortina d’Ampezzo, Anversa, Berlino e Parigi, collocandosi nella fascia del luxury casaulwear.
Ma il marchio è venduto in negozi multibrand in 28 Paesi del mondo – anche nel Governatorato di Città del Vaticano, presso il magazzino Vignaccia – e i prossimi obiettivi sono Londra, che è sempre più una città dove nascono le tendenze, e poi la Germania, senza dimenticare la Russia e gli Stati Uniti.
Insomma una azienda che mira a espandersi ulteriormente e che un fiore all’occhiello per la comunità di Altopascio.
Alessandro Petrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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