Finanza
Lucca-Aulla, tutto come 40 anni fa
Impietoso il confronto con gli orari del 1973: ci volevano 10-15 minuti in più ma venivano servite tutte le stazioni
CASTELNUOVO. Sono passati più di quaranta anni e tutto è rimasto come prima. Mentre da Firenze a Roma – consultando un orario del 1975 – i treni più veloci coprivano la tratta in circa quattro ore e oggi, con nuove infrastrutture e tecnologie più moderne, i tempi di percorrenza si sono più che dimezzati, fra il 1973 e il 2014 la Lucca - Aulla è rimasta sempre allo stesso livello di servizi.
Anzi: i pendolari dell’epoca erano senz’altro privilegiati, visto che con il passare del tempo si sono perse sei fermate e guadagnati solo 10-15 minuti di viaggio, mentre per quanto riguarda il costo del biglietto o dell’abbonamento è meglio non fare raffronti.
Fatta eccezione per il cosiddetto “Garfagnana Express” delle 9.30, il treno che saltando moltissime stazioni oggi da Aulla a Lucca impiega un’ora e mezzo (ma dalla prossima settimana servirà un’ora e quaranta), normalmente agli abitanti della Lunigiana – con gli orari che entreranno in vigore dal 16 marzo – per raggiungere Lucca occorreranno dalle due alle due ore e otto minuti di tempo. Dipende quante fermate deve fare il convoglio regionale su cui si sale, considerando che quasi sempre vengono saltate almeno quelle di Fosciandora-Ceserana e Castelvecchio Pascoli.
Nel 1973, invece, il tempo necessario per coprire la tratta toscana variava da due ore e 12 minuti a due ore mezza. Un po’ di più, è vero, ma oltre a fermarsi in tutte le stazioni rimaste aperte tuttora, i macchinisti facevano scendere e salire i passeggeri anche in quelle ormai dismesse di Calavorno, Pallerone, Pontecosi, Piaggione, Piano di Coreglia e Serricciolo. Sei fermate in più, che sommate alle due spesso saltate con gli orari attuali possono ben spiegare quei 10-15 minuti risparmiati oggi, dovuti quindi non tanto ai locomotori più performanti (visto che di investimenti su questa linea se ne è visti davvero pochi), quanto ai tagli delle Ferrovie.
Il numero dei treni impiegati era invece simile a quello di oggi. Nel 1973 da Lucca ad Aulla transitavano 13 convogli, di cui sei a percorso parziale (il primo della mattina, ad esempio, copriva solo la tratta Piazza al Serchio - Fivizzano). Dal 16 marzo, invece, nei giorni feriali i treni che percorreranno la linea montana (da nord a sud) saranno 18, ma per 11 di questi – più della metà – non è previsto il tragitto completo. Sei regionali, infatti, coprono la tratta Lucca - Piazza al Serchio, mentre un altro si spinge fino a Minucciano. Altri quattro, la mattina, collegano la stessa Minucciano ad Aulla. Nella direzione opposta, ma a frequenze invertite, lo scenario non cambia.
Non è un caso che proprio qualche giorno fa, sul gruppo Facebook “I problemi della linea Fs Pisa - Aulla”, un viaggiatore abbia pubblicato un vecchio orario dei treni, in questo caso risalente all’estate del 1982.
E fra i pendolari, oltre a riconoscere come i tempi di percorrenza siano rimasti più o meno gli stessi di allora, c’è chi ironizza scrivendo che anche i vagoni provengono da quell’epoca.
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