Sicurezza
In consegna le prime chiavi delle case popolari alla Piaggetta
In questa prima tranche entreranno nove nuclei familiari, subito dopo sarà la volta di altri sette L’assessore Sichi: entro l’estate saranno pronti anche i complessi di Montuolo e Pontetetto
LUCCA. Consegna delle chiavi per le nuove case popolari alla Piaggetta a Sant'Anna. L'appuntamento è per domani, nel cortile interno dello stabile e sarà presente anche la vicepresidente della Regione Toscana, nonché assessore al sociale, Stefania Saccardi.
Sedici in tutto, nuove e coerenti con le direttive in materia di sostenibilità energetica. Nove, per il momento, i nuovi assegnatari, “pescati” direttamente dalla corposa graduatoria dell'Erp, che quest'anno ha superato quota 600 persone. Nove persone, dunque, corrispondenti ad altrettanti nuclei familiari: si trovano all'interno delle prime cinquanta posizioni, la maggior parte sono donne e sono anche piuttosto giovani, nate tra il 1980 e la fine degli anni '60. «Le sedici case alla Piaggetta – spiega l'assessore alle politiche abitative, Antonio Sichi – sono tutte pronte: la maggior parte sono già state assegnate, per quelle restanti si procederà a breve. Soprattutto stiamo lavorando per quanto riguarda la mobilità delle famiglie».
Di che si tratta? Il concetto è semplice e di buon senso. Le abitazioni di Sant'Anna sono di medio-piccole dimensioni, la maggior parte conta su una o due camere, un'unica casa ne ha tre. Questo significa che sono progettate e destinate a famiglie poco numerose, spesso nuclei familiari composti dalla sola coppia. «Compito del comune ora – continua Sichi - è quello di andare dalle famiglie che si trovano storicamente in case grandi, ma i cui componenti sono rimasti solo in due e convincerle a trasferirsi nelle piccole abitazioni della Piaggetta così da liberare i loro appartamenti per quei nuclei numerosi. Per ora ci siamo concentrati sulle prime cinquanta persone della graduatoria, che sono quelle più bisogno, coniugando il principio della distribuzione a mosaico (evitando, cioè, di concentrare famiglie della stessa nazionalità in un unico contesto) con la disponibilità di alloggi, in conformità alle esigenze e alle richieste delle famiglie stesse. Non solo: stiamo anche rassicurando tutte quelle persone che sono state in qualche modo scavalcate durante questa prima serie di assegnazioni che entro l'estate avranno la casa. Presto, infatti, saranno pronte quelle a Montuolo, poi il primo blocco di quelle a Pontetetto e, nel frattempo, torneranno fruibili le case di risulta».
Il motivo per cui nessuno di questi primi assegnatari è in cima alla graduatoria dell'Erp (anche se si tratta comunque di persone situate parecchio in alto, dalla quarta posizione in giù) è presto spiegato. Nei primissimi posti si trovano famiglie numerose con situazioni particolarmente delicate, bisognose di spazi ampi, che ancora non stati individuati o liberati. Ecco in quale contesto si inseriscono i progetti dell'amministrazione comunale: da una parte quello sulla mobilità tra alloggi popolari e dell'altra la risistemazione di vecchie case Erp, oggi vuote, che non possono essere assegnate perché sprovviste di tutti quegli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. A tutto questo, poi, si somma l'emergenza sfratti. «Solo nel 2013 il numero degli sfratti ha superato quota 100 – conclude l'assessore –. A Lucca a riusciamo a tenere e riusciamo a dare risposte: per la morosità incolpevole nel 2013 erano stati stanziati e deliberati per il nostro comune 97mila euro di fondi regionali. Alla fine ne sono arrivati 141mila. Per contenere la situazione spesso andiamo dai padroni di casa, lo convinciamo a non proseguire con la richiesta di sfratto, ricontrattiamo il canone d'affitto, abbassandolo, dando garanzia, in cambio, di pagare tutta la morosità e altre dieci mensilità». Intanto sta andando avanti l'iter per gli appartamenti in via Brunero Paoli, da destinare a tutti coloro che si trovano in difficoltà abitativa. Il progetto è stato discusso anche in questi giorni in Regione e domani l'assessore regionale al sociale si fermerà a riparlarne con gli amministratori locali.
Nadia Davini
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