Italia
Chiesto il processo per Vanni e Minischetti
Il pubblico ministero ha formulato le imputazioni per il dissesto del Consorzio Etruria
LUCCA. La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio di otto persone per il dissesto finanziario che ha portato il Consorzio Etruria al concordato preventivo, il 29 giugno 2011: fra gli imputati ci sono anche il lucchese Armando Vanni, 56 anni, e Antonio Minischetti, 65 anni, residente a Bagno a Ripoli ma conosciutissimo nella nostra città per essere stato il direttore del Banco di Lucca. Vanni e Minischetti sono stati accusati come ex presidenti del consorzio di Montelupo fiorentino. Insieme a loro rischiano di finire alla sbarra altri sei ex membri dei consigli di amministrazione: si tratta di Antonio Davide Terribile (Grosseto), Massimo Pagnini (Follonica). Ciro Paradisi (Follonica), Giovanni Turba (Forte dei Marmi), Placida Canozzi (nata a Minucciano e residente a Viareggio) e Marco Fontanelli (Empoli).
Alla chiusura delle indagini, gli indagati erano 23. Per 15 di loro, all'esito degli interrogatori, i pubblici ministeri sono intenzionati a chiedere l'archiviazione. I pm contestano soprattutto operazioni imprudenti, come l'acquisto di alcune società della Btp, il colosso delle costruzioni dell’imprenditore pratese Riccardo Fusi.
Le accuse sono, a vario titolo, bancarotta per distrazione e operazione imprudente e falso in bilancio. Contestata anche una truffa.
I magistrati fiorentini ipotizzano due “distrazioni” di somme, una da 1,5 milioni di euro nell'ambito di un'operazione di vendita e acquisto di azioni del Banco di Lucca, e l'altra da 850mila euro, per una consulenza che i pm ritengono non ci sia mai stata.
Per l'accusa, ci sono state operazioni “imprudenti”, come gli acquisti a prezzi ritenuti eccessivi della spa Coestra, che avrebbe determinato per il consorzio Etruria una perdita di 22 milioni di euro, e le acquisizioni di quote di alcune società della Btp, come la Stif, con una perdita di 15,9 milioni, e la Euroalfa, con una perdita di 4 milioni.
Secondo l'accusa, nei bilanci degli anni dal 2006 al 2009, i dirigenti del Consorzio avrebbero anche usato giochi contabili, omettendo di contabilizzare le perdite su commesse come quelle per la tramvia Firenze-Scandicci. Ora sarà il gup a decidere se assecondare le richieste della pubblica accusa e rinviare così a giudizio gli otto accusati.
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