Attenzione
Campanile a rischio, abside da rifare
La cattedrale necessita di molti interventi, ma i soldi non ci sono. C’è il progetto di creare itinerari con i musei comunali
LUCCA. È lunga la lista di interventi urgenti di recupero di cui necessita la cattedrale. Rimane intanto da ultimare il restauro delle due campate dell’abside. E urge il recupero della biblioteca feliniana, quella vescovo Felino, che durante la sua permanenza a Lucca, dal 1499 al 1503, aveva creato uno spazio amplissimo e bellissimo sopra la sala dei Canonici. «Una biblioteca con cinque finestre, molto luminosa, la vorremmo recuperare per farla diventare uno spazio per la città», dice il rettore della cattedrale don Mauro Lucchesi.
In pericolo c’è anche il campanile. «Ha bisogno di tanta manutenzione straordinaria - spiega don Lucchesi -. Specialmente nelle zone interne della parte alta. La scala di metallo è corrosa, tutta da rifare. C’è da ripristinare anche la rete per impedire ai piccioni di entrare. E non parliamo di tornare a suonare le campane. Sarebbe bello ma al momento è impossibile, visto che andrebbero anche queste recuperate».
Senza considerare che il cantiere per il ripristino del transetto sinistro è fermo: per continuare i lavori doveva essere usato il contributo annuale della Fondazione Crl, ma nel 2014 è stato utilizzato per un bisogno più contingente, come il rifacimento dei solai del pavimento di San Giovanni, che minacciava di cedere.
Ma di soldi per questi lavori l’ente cattedrale non ne ha. L’ultimo restauro importante (dopo quello del tempietto del Volto Santo, con i soldi della Cassa di Risparmio) è stato a vantaggio degli organi della cattedrale, per i quali sono stati spesi quattrocentomila euro. E le entrate da elemosine sono assai minime per fare fronte a spese come quelle che si richiederebbero.
A questi interventi di manutenzione straordinaria, ci si augura, potranno servire le entrate derivanti dall’istituzione del biglietto.
Ma in prospettiva c’è di più che limitare il percorso turistico al solo complesso religioso. In primo luogo, come spiega il vescovo Italo Castellani, c’è il percorso, stimolato dallo stesso ente cattedrale, a creare itinerari turistici integrati con i musei del Comune e della Provincia. “Lucca cristiana”, itinerario tra chiese e monumenti affini, dovrebbe essere solo un primo passo.
«Abbiamo avviato un confronto con Comune e Provincia - dice Castellani -, abbiamo già fatto due incontri e riteniamo che ci siano buoni presupposti per giungere a risultati concreti».
Da parte sua don Lucchesi sottolinea un’altra questione relativa agli itinerari: la necessità di soffermarsi di più nei singoli luoghi. «Vorrei che i tour operator - dice - non considerassero la visita di Pisa e Lucca insieme nell’arco di una sola mattinata».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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