Il dolore
Shopping e cultura per attrarre i cinesi
L’unica guida in provincia esperta di “nuovi” turisti: «Per farli rimanere occorre curare particolari e offrire eventi»
LUCCA. Un breve tour culturale della città, fra le chiese e i monumenti di maggior rilievo, la foto nel luogo più conosciuto da esibire al ritorno in patria e poi la richiesta immancabile: visitare un outlet per fare shopping di abbigliamento griffato.
Così le richieste tipo del turista cinese che arriva a Lucca. Finora i numeri non sono importanti ma i visitatori del Sol Levante sono quelli che mostrano il maggiore incremento sul territorio locale, come hanno dimostrato i dati dell’osservatorio turistico provinciale a consuntivo del 2013 (6.453 turisti che hanno soggiornato nelle strutture ricettive, in media solo una notte, con una crescita del 68% rispetto al 2012).
Descrive i bisogni del turista cinese Lucia Della Santina, 44 anni e quattro figli, laurea in cinese alla Ca’ Foscari di Venezia, unica guida turistica autorizzata di lingua cinese in tutto il territorio provinciale, che lavora soprattutto con Turislucca.
Finora, spiega Lucia, «i gruppi che ho avuto modo di accompagnare erano composti da imprenditori, uomini e donne, arrivati a Lucca su invito di imprenditori locali che hanno regalato loro un viaggio. Ho notato - prosegue - che il turista cinese cambia idea facilmente. L’esperienza più recente, ad esempio. Dopo Lucca, il gruppo doveva visitare Pietrasanta ma all’ultimo momento ha disdetto il tour a Pietrasanta per dirigersi all’outlet più vicino, quello di Barberino. In genere il turista medio cinese vuole immortalare in un luogo noto la sua vacanza in città, perché un viaggio in Italia è uno status symbol. Per questo vuole fare una foto nel luogo di maggior richiamo ma poi preferisce andarsi a comprare abiti di grandi stilisti italiani».
Per veder raggiungere grandi numeri al turismo cinese a Lucca, sostiene Lucia Della Santina, «ci vorranno alcuni anni, il primo assalto arriverà alle città d’arte più famose». Ma vero è che nel frattempo strutture turistiche, pubblici esercizi e negozi a Lucca e in provincia potrebbero cominciare ad attrezzarsi per offrire un’accoglienza più confortevole e attraente per questi nuovi turisti.
Quali strategie? Secondo l’unica guida che parla cinese sul territorio provinciale il segreto potrebbe stare in piccole cose, accorgimenti minimi ma indicativi di una particolare attenzione al turista cinese, anche in considerazione della loro particolare passione per lo shopping. «I negozi di Lucca sono piaciuti ai turisti cinesi che ho accompagnato - continua Lucia Della Santina -, penso che questo sia un punto di forza che ha meno bisogno di strategie. Disporre negli alberghi di indicazioni tradotte in cinese potrebbe essere un buon primo passo. Oppure, sempre in hotel, il turista cinese amerebbe trovare in camera un thermos per fare il tè: un particolare che denoterebbe attenzione e lo farebbe sentire più a casa. E così forse sceglierebbero di soggiornare in alberghi a Lucca piuttosto che in città vicine. I gruppi che ho accompagnato finora in città dormivano al Ciocco o a Viareggio. Lucca è percepita come un luogo di passaggio. Nonostante che il mordi e fuggi sia caratteristico del turismo cinese in generale, forse un buon motivo per soggiornare a Lucca potrebbe essere uno spettacolo legato a Puccini».
«Quanto al turismo enogastronomico - prosegue - al momento non è al centro delle richieste dei visitatori orientali. Ma trovare in un ristorante un menu in cinese o qualcuno che parla la loro lingua sarebbe di forte richiamo. Tutte le volte che mi è capitato di accompagnarli al ristorante mi spiegavano che non capivano niente di quello che era scritto sulla carta».
Le potenzialità per sviluppare l’appeal di Lucca tra i cinesi ci sono secondo Lucia Della Santina. Potrebbero scaturire, anche, dice, «dagli antichi contatti fra Lucca e la Cina per la seta».
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