Proteste
Una “via delle rocche” nella Valle
Firmata la convenzione per la seconda fase del restauro delle fortificazioni, da Minucciano a Borgo a Mozzano
CASTELNUOVO. Al via la seconda fase di restauro per le rocche della Valle del Serchio. Ieri mattina è stata firmata la nuova convenzione per l'inizio dei nuovi lavori nel progetto finanziato da Arcus Spa e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per un totale delle due tranche da sei milioni di euro. Gli interventi di questa fase interesseranno Isola Santa (Careggine), Bergiola (Minucciano), la Fortezza di Monte'Alfonso a Castelnuovo, la Rocca del Bargiglio, a Borgo a Mozzano, ed ancora dei borghi di Coreglia e Ghivizzano e i ponti di Fabbriche di Vallico.
La seconda fase prevede interventi, per 450mila euro, illustrati nella Fortezza di Castelnuovo dal senatore Andrea Marcucci, presidente della commissione cultura del Senato e dal direttore generale di Arcus Spa, Ettore Pietrabissa. Nell'occasione è stata firmata la nuova convenzione tra Arcus Spa (Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo costituita nel 2004 con atto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali), l'Unione dei comuni della Mediavalle e Garfagnana, la Provincia di Lucca e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
L'obiettivo è realizzare una via delle Rocche, collegando tutte le varie fortificazioni in un percorso unico: 17 i comuni coinvolti, 20 antiche fortezze militari, 6 i milioni di euro investiti. «Si tratta di interventi con un alto valore storico-culturale, ma che rappresentano anche una spinta in termini economici e sociali - ha esordito il senatore Marcucci – si comincia col Bargiglio a Borgo a Mozzano, si entra nella Valle col Ponte del Diavolo e si arriva fino alla Torre rotonda di Minucciano e a quella di San Pellegrino in Alpe. Oggi si aprono nuove prospettive: mettere insieme tutte queste tracce che a questo punto sono ben visibili e fruibili da chiunque per rilanciare la zona dal punto di vista turistico e promozionale. La seconda fase appena iniziata ci chiederà un impegno maggiore e sarà una sfida fondamentale per il futuro delle nostre terre». “Bacino Culturale Valle del Serchio – Sistema delle Rocche e delle fortificazioni”: questo il nome del progetto, fortemente voluto dalle amministrazioni coinvolte e dalle istituzioni locali per riportare in vita una rete monumentale molto diffusa su tutto il territorio.Concetti ribaditi negli interventi del presidente della Provincia, Stefano Baccelli, dei presidenti dell'Unione dei comuni della Garfagnana, Mario Puppa, Mediavalle, Nicola Boggi, dell'architetto Piero Biagioni, che ha ripercorso le vicende storiche delle comunità e delle rocche della Valle e del presidente della Fondazione Crl, Arturo Lattanzi.
«Questa operazione – ha spiegato Puppa – rappresenta un'ottima occasione per tutta la Valle, soprattutto in termini turistici e occupazionali. In questo momento di difficoltà economica generale sviluppare sinergie che consentono opportunità di crescita e sviluppo del territorio rappresenta un punto qualificante dell'azione della giunta dei comuni della Garfagnana. Si tratta di un elenco cospicuo di lavori, auspichiamo ce ne possa essere uno conclusivo andando a trovare la parte di finanziamento che doveva essere coperta dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e che oggi è venuta a mancare. Gli edifici recuperati e restaurati andranno a far parte di un sistema di grande risonanza dal punto di vista culturale». «L’obiettivo di questo progetto - ha ricordato il direttore generale di Arcus - è di rendere fruibile un patrimonio di cultura “minore” rispetto a quello presente nei principali poli culturali toscani, ma diversamente godibile perché immerso in un contesto territoriale che va dal paesaggio all’ambiente, alla cultura, alle produzioni tipiche, ai modi di vita e al lavoro».
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