La manifestazione
LE TAPPE
LUCCA. Siamo vicini al D-Day. Il direttore generale dell’Asl 2 Antonio D’Urso, confermando l’anticipazione del Tirreno, ha ufficializzato la data di inaugurazione del nuovo ospedale, sabato 5 aprile,...
LUCCA. Siamo vicini al D-Day. Il direttore generale dell’Asl 2 Antonio D’Urso, confermando l’anticipazione del Tirreno, ha ufficializzato la data di inaugurazione del nuovo ospedale, sabato 5 aprile, quando arriverà anche il governatore Enrico Rossi. E ha ribadito che il trasferimento dei pazienti avverrà nei giorni del 10-11 maggio, durante i quali la città vedrà attivi due pronto soccorso e due sale parto in entrambi gli ospedali, quello vecchio e quello nuovo.
Ormai ci siamo e un ulteriore rinvio non sarebbe tollerabile. Anche per rispetto del personale, che negli ultimi mesi è stato e si è sottoposto a un vero e proprio tour de force per prepararsi a un passaggio epocale, a fare lo stesso lavoro che ha sempre fatto in una struttura e in un ambiente completamente nuovi. Dove ha fatto prove, si è esercitato, ha simulato, ma dove effettivamente deve ancora iniziare a lavorare, a stretto contatto con i pazienti, per i quali non dovrà cambiare niente. Anzi.
Il vero collaudo. Si va verso i giorni della verità, del collaudo che stavolta non sarà fatto dai tecnici specializzati, ma dagli operatori stessi, dai dipendenti, dai malati e dai loro familiari. Tutto accadrà in poche ore, dalle 8 della mattina di sabato 10 maggio, quando la prima colonna di ambulanze trasferirà al San Luca il primo gruppo di malati, quelli meno gravi, che arriveranno dai reparti di medicina, da malattie infettive, dalla cardiologia.
Allora le simulazioni (dopo quella di sabato, ce ne saranno altre due, il 22 marzo e ad aprile in data da stabilire) lasceranno il passo alla realtà, alla barelle con i pazienti veri, ai letti, ai primi servizi, gli esami. Ed è allora che si verificherà se i cateteri sono dove dovrebbero essere, se le sonde, gli ecografi, i cerotti, i farmaci e tutte le attrezzature che comunemente si usano durante la giornata saranno ognuno al proprio posto, come da manuale, il grande manuale di utilizzo del nuovo ospedale.
Via libera verso il San Luca. Quei giorni, quel 10 e 11 maggio, non sarà un problema per le ambulanze del volontariato raggiungere il San Luca con i malati prelevati al Campo di Marte. Via Barbantini sarà a senso unico, con i vigili che bloccheranno le auto per far passare le colonne di mezzi; è probabile che venga richiesta perfino la chiusura dell’Iti, nel giorno di sabato, per evitare che l’entrata e l’uscita degli studenti possa creare intralci alla circolazione. E anche il Comune farà la sua parte, installando qualche minuto prima delle 8, la nuova segnaletica che indirizzerà verso l’ospedale San Luca.
Dove qualche paziente sarà però già entrato nei giorni precedenti. L’Asl punta infatti ad avviare a San Filippo alcune attività ambulatoriali già nella seconda metà di aprile, probabilmente dopo Pasqua e a collocare al San Luca alcuni servizi quali la banca delle cornee e i laboratori. Forse anche la dialisi, se si riuscirà a organizzare per bene le attività.
E più o meno in contemporanea ci sarà il trasferimento di alcune grandi tecnologie, che vanno smontate, ricollocate e messe a punto per essere pronte a funzionare.
Il nuovo pronto soccorso. Il giorno clou sarà però la domenica 11 maggio. Alle 8 aprirà il nuovo e più grande pronto soccorso del San Luca e da quel momento sarà attiva anche una equipe chirurgica pronta a intervenire in caso di emergenza. Ma per 12 ore, fino alle 20 della domenica, resterà in funzione anche il pronto soccorso del Campo di Marte, per smaltire le situazioni ancora aperte e per fronteggiare le richieste di chi si autopresenterà al triage. Non per le ambulanze, perché i mezzi di soccorso dalle 8 si recheranno esclusivamente al San Luca. Dalle 20, si abbasserà la saracinesca sul pronto soccorso del Campo di Marte e i cittadini che dovessero ancora presentarsi a questa struttura saranno presi in carico da una ambulanza e trasportati al San Luca. Nelle giornate di sabato e domenica il Campo di Marte sarà sempre in grado di fronteggiare anche l’arrivo di donne in gravidanza che giungano in ospedale sul punto di partorire.
Insomma la macchina organizzativa, rifinita dal dottor Luca Lavazza e dal dottor Ferdinando Cellai, ovvero le figure che hanno ricevuto l’eredità del dottor Lisandro Fava, andato in pensione all’inizio di febbraio, sembra essere stata messa a punto nel migliore dei modi.
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