Finanza
L’Orto botanico compie 200 anni
Sabato la riapertura di uno dei fiori all’occhiello della città che ancora non gode però della dovuta considerazione
LUCCA. Fiore all’occhiello o Cenerentola, nell’ambito delle celebrazioni del Cinquecentenario delle Mura, l’Orto Botanico di cui pure ricorrerebbe il bicentenario, dato che documenti di archivio ne fanno risalire l’ideazione all’epoca di Paolina Bonaparte (1814), anche se poi, dopo la cacciata dei Napoleonici, la costituzione ufficiale dell’Orto vide la luce sotto Maria Luisa di Borbone nel 1820?
Per decenni è stato trascurato il gioiello sotto la cortina tra il baluardo S. Regolo e quello della Libertà, e solo da qualche anno, sulla spinta del boom registrato nel flusso dei visitatori, pare che finalmente se ne sia afferrata l’importanza. Tanto che nel consiglio di amministrazione dell’Opera delle Mura, come assicura il presidente Alessandro Biancalana, si sta decidendo un calendario di iniziative più o meno permanenti che coprano tutto il 2014.
Intanto la prima novità è in arrivo da sabato, quando l’Orto riaprirà dopo la chiusura invernale, in concomitanza con la Mostra delle Camelie. L’ingresso torna infatti sulla scesa delle Mura, per essere meglio individuabile dai visitatori. Si stanno ultimando i lavori per il gabbiotto che servirà da biglietteria, la cui estetica per la verità non suscita particolari entusiasmi.
Esclusa l’ipotesi di un rinvio dell’apertura fino a quando non saranno ultimati gli interventi mirati ad assicurare lunga vita e ad eliminare rischi per alcune delle piante più vecchie (e per il pubblico che ci passa sotto) curate nell’Orto e monitorate da una ditta specializzata di Torino che ha fatto pervenire al Comune un rapporto dettagliato sullo stato di salute degli alberi.
«Anche volendo – spiega l’agronomo Francesco Lunardini, membro del Cda dell’Opera delle Mura – non avremmo potuto intervenire. Per tutto il mese di febbraio non ha fatto altro che piovere e le cure per combattere i funghi che minacciano le piante hanno necessità di un clima secco e sono necessariamente rinviate all’estate».
Tre gli obiettivi di questa azione, come spiega Lunardini: «In primo luogo resta la massima attenzione per la pianta simbolo dell’Orto, il secolare cedro del Libano. Lavoreremo per rallentare il degrado prodotto dai funghi con una serie di interventi a base di concimi organici utilizzati in funzione antiparassitaria. Procederemo anche alla revisione dei sostegni per evitare strozzamenti».
Per le altre piante più antiche e comunque attaccate da funghi, in certi casi commestibili come la famigliola gialla o agnellaria, verranno utilizzati antiparassitari biologici diversi, ma comunque efficaci.
Infine si provvederà alla messa in sicurezza dei rami più grossi attaccati e indeboliti dai funghi.
Accanto alla cura delle piante, massimo impegno sarà messo nella promozione del sistema che permette visite guidate anche per i non vedenti, che grande attenzione ha riscosso in Italia e all’estero.
L’obiettivo del Cda, spiegano Biancalana e Lunardini, è comunque quello di far tornare l’Orto ad uno dei luoghi più frequentati dai lucchesi in cerca di relax nel verde, ma anche un centro di divulgazione scientifica.
Primo atto di questa politica, il convegno che si terrà il 5 aprile sugli alberi monumentali delle Mura e della città in generale, nel corso del quale verranno presentati i risultati di una approfondita ricerca.
Sarà la prima di una serie di iniziative per le quali il Cda sta verificando disponibilità e logistica.
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