Il Tirreno

Lucca

Sant’Anna nel caos «Pochi parcheggi e traffico selvaggio»

di Daniele Micheli
Sant’Anna nel caos «Pochi parcheggi e traffico selvaggio»

Si lamentano i commercianti della zona vicina alla Chiesa «C’è chi sosta qui tutto il giorno e va a lavorare in città»

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LUCCA. A S. Anna, nel trafficato incrocio di fronte alla chiesa, non sono stati ancora presi provvedimenti concreti per risolvere i problemi relativi alla viabilità dei veicoli e dei pedoni. Sono proprio i commercianti e artigiani della zona a lamentarsi del fatto che mancano parcheggi per loro e per i clienti. «Tanti lavorano in città e parcheggiano qui tutto il giorno» lamenta Sauro Landini della “Caffetteria dell'angolo”; «sono costretto a venire a lavoro in auto e a pagare 3,50 € al giorno» ci racconta Cesare Boccaccini della copisteria all’angolo opposto dell’incrocio.

Sono moltissimi gli aneddoti che i lavoratori del posto ci raccontano e tutti sono utili a descrivere una situazione del traffico nel cuore di S. Anna più che mai caotica, dove per mancanza di posti auto il parcheggio in doppia fila è all'ordine del giorno, rallentando spesso la circolazione. Le stesse persone che lavorano nei negozi presenti all’incrocio, non sapendo dove poter mettere il proprio autoveicolo durante le ore lavorative, si vedono costretti a sottrarre posti auto ai propri clienti e a ridurre la visibilità delle proprie botteghe.

Un'altra dinamica che spesso contraddistingue chi usa i posti di stazionamento nei pressi della chiesa di S. Anna – principalmente quelli a disco orario – è l’ignorare o il non considerare il loro funzionamento: Paola Muratori del “Panificio Pratesi” spiega che «spesso ho dovuto spiegare a chi parcheggia che è necessario l’uso del disco orario e questo a causa del cartello informativo che è leggermente occultato», ma aggiunge anche che «ci sono molte persone che lavorando in città parcheggiano qui per poi andare in centro storico in bicicletta, infischiandosene e occupando posti che avrebbero potenzialmente usato molti miei clienti».

Anche i turisti durante il periodo estivo occupano indiscriminatamente posti per lunghi periodi di tempo, ci racconta ironicamente Said Ismail di “Horus Kebab”: «Più di una volta è successo che dei turisti lasciassero la loro auto parcheggiata per una settimana. Io ho provato a sollecitare la polizia competente ma sono sempre stato ignorato. Però sono riuscito a prendere una multa per divieto di sosta alle 22.45 perché ho lasciato l’auto fuori dalle strisce in via Sant’Anna, davanti alla mia bottega, durante un’operazione di carico e scarico».

Anche il problema dei controlli è molto sentito da chi ogni giorno lavora in questa particolare zona del quartiere: «le multe ammazzano il commercio, infatti, per colpa di queste ho perso molti clienti» ci confida Massimiliano Venturelli del pastificio “La sfoglia d’oro”. Un dato comune emerso dopo aver parlato con molti commercianti e artigiani è che i controlli sono sempre stati scarsi e solamente negli ultimi anni hanno subito un incremento, concentrandosi per altro su chi non paga i parcheggi a pagamento o su chi parcheggia fuori dagli spazi. Questo modo di multare è certamente utile per una migliore viabilità sull’incrocio, scoraggiando le soste abusive, ma decisamente nocivo per le attività commerciali che possono giusto sperare nelle brevi soste fuori dagli spazi dei propri clienti, dato che i controlli su chi infrange il disco orario sono pressoché inesistenti.

Sempre Sauro Landini commenta ironicamente questa osservazione facendoci notare come il problema della circolazione a S. Anna sia molto sentito dalla polizia competente, tanto da far trasformare l’incrocio ogni giorno dalle 12 alle 13 in un vero e proprio girone dantesco: «Servirebbe un vigile quando ogni giorno i ragazzi escono da scuola perché la viabilità e totalmente congestionata. Quando esco da lavoro “al tocco” mi ci vogliono 25 minuti in auto per fare 300 metri». Un sentimento comune di tutte le persone che ogni giorno vivono questo particolare punto di S. Anna è un forte senso di sfiducia verso il futuro, nel quale non vedono nessuna iniziativa volta a migliorare e a valorizzare uno dei poli storici del quartiere da un punto di vista commerciale e artigianale; un futuro che non ascolta le idee e le proposte, ma che spesso ignora i problemi che i cittadini gli mettono di fronte agli occhi. Un esempio fuorviante è il marciapiede in via Sant’Anna come ci racconta Massimiliano Venturelli e ci confermano alla vicina pasticceria: «Il marciapiede non è a norma, pieno di buche che durante le piogge si trasformano in profonde pozzanghere e ricco di instabili pietre mobili. Sono anni che segnalo il problema, ma nessuno interviene. A questo punto sono molteplici i casi di persone che ho visto cadere a causa del suo pessimo stato». Anche il marciapiede in via G. Puccini non rende la vita facile ai pedoni o a chi parcheggia: «le ancora nuove aiuole sul marciapiede, oltre a ridurre la visibilità delle botteghe, hanno anche il compito di ferire con le loro spine le persone che scendono dalle macchine dal lato del passeggero», conclude il parrucchiere Mauro Barontini.

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