La manifestazione
Nasce il Comitato Canovetta contro l’impianto a biomasse
Già più di cento le adesioni dei cittadini che abitano nella zona interessata, vicino alla ex Cantoni «Sembra di stare in una terra dimenticata dove in certe ore della giornata è difficile pure respirare»
LUCCA. Dopo mesi di lotta silenziosa tra i tanti e troppi uffici competenti sulla questione e a fronte dell’ormai prossima messa in funzione dei contestati impianti a biomasse di S. Marco, i residenti di via della Canovetta hanno deciso di passare al contrattacco e di dar vita ad un proprio Comitato per tutelare i propri diritti alla salute e alla vivibilità della zon. In pochi giorni raccolte oltre cento adesioni tra i soli abitanti. A parlarne è il portavoce Paolo Bottari: «Con la costituzione del Comitato Canovetta abbiamo voluto dare un segnale forte, di unitarietà e compattezza e anche della nostra dimensione, rivendicando un’attenzione da parte delle istituzioni che fino ad ora non c’è stata. Ora dovranno tenerci in considerazione. Siamo convinti che tutta la vicenda sia frutto di una forzatura delle leggi e che sulle procedure autorizzative ci siano delle anomalie che dovranno essere chiarite. Questi impianti non devono stare a due passi dalla città, in un contesto di inquinamento atmosferico già marcato e che avranno ripercussioni anche sulla popolazione del centro. Ma quando si parla di area ex Cantoni, in maniera frettolosa viene definita area industriale ma forse in pochi la conoscono veramente e sanno che nel mezzo e intorno, esiste, prima ancora della nascita della Cantoni, un’area residenziale dove vivono molte famiglie, di cui invece le istituzioni non si sono fino ad ora curate o non si sono accorte. E se qui alle aziende, fino ad ora è stato concesso di tutto, anche di procrastinare la messa a regime degli impianti a biomasse di quasi due anni per noi cosa inconcepibile, le nostre richieste sono sempre passate in second’ordine, come la mancanza delle fognature per le abitazioni, quando attorno passano le condutture principali. Sembra di essere in una terra dimenticata con una lavanderia industriale, un centro di sterilizzazione di attrezzatura medica, e ora l’impianto a biomasse, che rendono quest’aria pesante e in certi momenti della giornata anche difficile da respirare e che invitiamo a venire a provare. Se da una parte chiediamo al sindaco di essere messi in condizione di effettuare un controllo severo, puntuale e indipendente alle aziende in questione per verificare il rispetto delle norme sulle emissioni in atmosfera, dall’altra vogliamo risposte certe su cosa bruceranno, da dove lo importeranno e dove finiranno gli oli esausti e soprattutto la garanzia scritta che questo impianto a biomasse non nuoce alla nostra salute».
Il Comitato vigilerà e segnalerà ogni trasgressione «certi che un impianto del genere che è biomassa solo nella parola ma non nel vero principio ispiratore della legge che porta profitto solo all’imprenditore, senza nuovi posti di lavoro e che nuoce alla salute. Siamo pronti a tutelarci in tutte le sedi, di concerto con il Comitato Aria Pulita e i Comitati Ambientali».
Il Comitato Canovetta non è più disposto a subirele scelte dell’amministrazione ma chiede di partecipare alla riprogettazione del suo sviluppo. Chi volesse prendere contatto con il Comitato può farlo scrivendo a: paolo.bottari@tin.it
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