Il Tirreno

Lucca

Musei, il sindaco apre ai privati

di Barbara Antoni
Musei, il sindaco apre ai privati

La proposta: aprire bar e ristoranti nelle singole strutture, serate suonando il pianoforte di Puccini

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LUCCA. Musei a partecipazione sempre più privata, dotati di bar, ristoranti, di luoghi da vivere e condividere, per lucchesi e non, stranieri compresi. Musei teatro di iniziative, di concerti. Perché no anche suonando il celeberrimo Steinway di Giacomo Puccini nella sua casa natale in corte San Lorenzo. Il sindaco Tambellini parte in quarta: il patrimonio museale, spiega, così com'è a Lucca non va. Troppe strutture isolate, che costano e non creano attrattiva. Che non riescono a vivere di vita propria ma solo di elargizioni.

Sindaco, significa che alcuni musei verranno tagliati?

No. I musei vanno rimodulati, riformulati. In Italia abbiamo a tutti i livelli una concezione molto conservativa dei beni culturali, che io rispetto profondamente. Ma occorre valorizzar li. Se un museo per mantenersi spende 500mila euro l'anno e con iniziative di valorizzazione riesce a coprire il 40% dei costi, grava meno su un ente pubblico di quanto graverebbe se riuscisse a coprire solo il dieci. Se dentro a un museo nascesse un bar, un ristorante, non ci vedrei niente di male. Magari tentando con il supporto di un privato.

Il museo di arte contemporanea Lu.C.C.A potrebbe essere un esempio da imitare?

Credo che il Lu.C.C.A abbia trovato una formula positiva. Non troverei niente di scandaloso se alcuni musei comunali la imitassero. Io credo che un museo vada vissuto, non solo visitato. Penso al museo del Fumetto per i giovani, per gli studenti delle scuole. Ma anche allo stesso Puccini Museum, che, credo, debba essere vissuto dai lucchesi ma anche da chi viene da fuori. Le serate enogastronomiche nel segno di Puccini hanno dato buoni risultati. Potremmo utilizzare il bookshop per dare vita a iniziative, ma anche contare sui ristoranti. Prenderei in considerazione anche di utilizzare il pianoforte di Puccini per organizzare serate di richiamo. Se riusciamo a integrare quello che abbiamo con una nuova offerta possiamo ottenere ottimi riscontri. In Fondazione Puccini ne stiamo parlando. E mi auguro di concludere in tempi ristretti, questa riflessione come quella sull’intero patrimonio museale del Comune.

In un passato recente si è parlato anche di mettere in rete i musei, di andare verso il biglietto unico, che al momento è solo un’opzione parziale. Si pensa ancora di sviluppare questi progetti?

Ripeto: dobbiamo riuscire a integrare arte e vita. E i musei devono essere coordinati tra loro per arrivare a creare un circuito unico. Da una lato per quelli storici e artistici, dall’altra per tutto quello che ha a che fare con il patrimonio religioso.

In previsione di ricevere un numero maggiore di turisti o comunque un turismo di qualità occorre però poter offrire una debita qualità di accoglienza. Della quale al momento Lucca presenta lacune.

Presto sarà pronto il terminal dei bus turistici al Palatucci, che comprenderà anche servizi per i turisti, servizi igienici intendo. E già questo è un miglioramento. A breve inoltre partirà anche il centro di documentazione sulla via Francigena nell’ex Casa del Boia. Un altro punto di forza.

Tutte queste strutture saranno gestite dal Comune o c’è l’ipotesi di affidare la gestione all’esterno?

Occorre cercare tutte le forme utili per creare attività, per arricchire integrazione fra cultura e turismo. Nella gestione esterna, finalizzata all’autosostentamento della struttura museale, non vedrei niente di negativo.

I musei comunali sono tanti a Lucca. E i tempi di apertuna di alcuni, come Must e Museo del Fumetto, al momento sono stati ridotti per questione di costi. Si tornerà all’apertura tutti i giorni? Oppure si pensa ad accorpare più musei?

In tema di accorpamenti, Palazzo Guinigi è sotto stretta osservazione. Sugli orari dei musei citati dovremo riflettere. Dobbiamo pensare a eventuali accorpamenti sempre nella chiave dell’autosostentamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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