Proteste
COPRO LA BUCA O SEGO L’ERBA SULLE PRODE?
DI PIERIN LUCCHESE La quale essendo che io medesimo in persona presente Pierin Lucchese due cose ce lò ner sangue e nella cipolla gaetana, uno sarebbe che è l'apartecipazione, però quella partecipata...
DI PIERIN LUCCHESE
La quale essendo che io medesimo in persona presente Pierin Lucchese due cose ce lò ner sangue e nella cipolla gaetana, uno sarebbe che è l'apartecipazione, però quella partecipata ammodo e no come quando si sposò la mi’ sorella Noemi che non si fecero le partecipazioni per sparambiare datosi che com’unque e per unque il regalo non ni facevano nissuni, ma bensì dicasi la partecipazione municipale der comune dei lavori pubblicistici che cioè sarebbe com’addire che se ci fusse da copri’ ’na bua fonda sulla via per San Lorenzo, che mercole ci s'è smusato ir curato co la bicigretta, t’arriva subito ’un so quanta gente der volo-introiato stratta a sorte co numeri dell'atombola, ma no è che si mettano a danni giù di piccone e di badile e di pruetta per coprilla ma per l'invece si buttan a questiona' duro ar barre sgrondandosi un corètto via l'artro: E si doveva fa' così e si doveva fa' cosà, o bisognava prima sistema’ l'argine der Rogio che ogni pisciata va di fòri o cambia’ le l'ampadine bruciate della Ruga o sega' l'erba sulle prode da Zaira o ingravida' la vacca der Trombacchioni a Torre o ammazza’ ir maiale di Favalessa a Meati e altre cose sociali utilissime alla società partecipata della partecipazione che a Natale d'un altranno son sempre li a ragionanne.
La segonda che ci tengo di questa bella città che più bella non si pòle, nemmeno a rifalla tutta nòva co' sordi dell'Affondazione Cassa di Sparambio, sarebbi l'araccolta indifferenziata e civilistica del rifiuto rifiutato nella città antiquata drent’alle Mura la quale essi che ci stanno di casa portin giù a sacchettate dell’esselunga il troiaio pattumistico e lo càano tutto brodoloso davanti il portone del palazzo del quattrocento a ostacoli che tanto poi passa il camioncino e lo porta via, ma che per l' intanto i gatti felini randagi del Comitato “Vivere Lucca anche di notte tardi, ma però co l'ugne e co’ denti” te lo spicinano per la via e seminano tutti la vanzi: bucce di tullore, baccalà co la bieta, pulenda fritta, teste di salacchini, pancotto e mutande pisciose dovunque che poi arrivin tuttinfila il turismo di massa e quello di carara, e dicano questa sì che è la grande bellezza, maremma zucchina. Laonde per cui a me mi piace tanto la mia città ma non so se ci starei.
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