Il Tirreno

Lucca

L’INDAGINE SUL CONSORZIO ETRURIA

Cadono le accuse di falso e truffa

Cadono le accuse di falso e truffa

Caso archiviato per sedici indagati fra cui quattro lucchesi

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FIRENZE. Erano stati indagati a vario titolo per bancarotta per distrazione, operazione imprudente, falso in bilancio e truffa nell’ambito del dissesto del Consorzio Etruria. Ma per 16 dei 23 indagati il gip del tribunale di Firenze Paola Belsito ha disposto il decreto di archiviazione dopo che anche la procura aveva sostenuto che gli elementi acquisiti nelle indagini non erano idonei a sostenere l’accusa in giudizio.

A uscire fuori dal procedimento sono stati tutti ex consiglieri di amministrazione del Consorzio Etruria. Ecco i nomi: Maurizio Alderighi, 61 anni, nato a Livorno e residente a Empoli; Stefano Pagnini, 56 anni, nato a Follonica e residente a Montieri; Fabrizio Michelucci, 51 anni, nato a Vinci e residente a Empoli; Giudo Castagni, 54 anni, nato a Forte dei Marmi e residente ad Altopascio; Andrea Catoi, 39 anni, nato a Castelnuovo; Daniele Cinotti, 56 anni, nato a Empoli e residente a Capraia e Limite; Enrico Del Sordo, 48 anni, nato a Empoli e qui residente; Gabriele Maestrini, 58 anni, nato a Follonica e residente a Gavorrano (Grosseto); Claudio Medaglini, 55 anni, nato a Cinigliano (Grosseto) e residente a Grosseto; Gabriele Pioli, 39 anni, nato a Castelnuovo e residente a Camporgiano; Fernando Satti, 53 anni, nato a Rho (Milano) e residente a San Romano in Garfagnana ; Giancarlo Tiezzi , 62 anni, nato a Grosseto e residente a Montelupo; Antonio Tamalio, 61 anni, nato a Livorno e qui residente; Simone Montini, 50 anni, nato a Firenze e residente a Greve in Chianti; Riccardo Sani, 59 anni, nato a Empoli e residente a San Miniato; Alessandro Sani, di Firenze (deceduto due anni fa).

L’indagine è stata portata avanti dai sostituti Giuseppina Mione e Luca Turco. E complessivamente sono stati 23 gli indagati e sotto la loro lente di ingradimento sono finite alcune operazioni finanziarie come l’acquisto di società appartamenti al gruppo Bpt.

Ora nell’inchiesta rimangono ex dirigenti che erano già fuori dal Consorzio al momento in cui venne omologato il concordato in continuità (29 giugno 2011) e che non figurano nella nuova cooperativa fondata dopo la scissione concordataria.

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