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Porcari piange Margherita: «Sarai sempre nei nostri cuori»

Porcari piange Margherita: «Sarai sempre nei nostri cuori»

La vicepreside della scuola media Pea: «Era una ragazzina positiva, piena di interessi e di entusiasmo»

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PORCARI - Sabato il paese si ferma per i funerali di Margherita Tocchini, la studentessa di 12 anni della scuola media Pea morta giovedì pomeriggio per essere caduta dallo scooter condotto dal fratello, rimasto ferito in maniera non grave. IL sindaco Alberto Baccini ha decretato il lutto cittadino in occasione dei funerali che saranno celebrati alle 14 nella chiesa di Padule: i negozi abbasseranno le saracinesche dalle 14 alle 16, in municipio e in tutti gli edifici pubblici le bandiere saranno abbrunate e a mezz’asta. Oggi e domani annullate tutte le manifestazioni pubbliche.

A scuola - dove Margherita frequentava la prima - c’è un dolore silenzioso. Non c'è niente di particolarmente scomposto, niente di straziante. Eppure è come se tutti in quel casermone di cemento armato di un giallino sbiadito e consumato trattenessero il fiato. Una piccola comunità che resta in sospeso, proprio come nell'attimo prima di scoppiare in lacrime, quando il pianto si blocca in gola facendola bruciare. I ragazzi e le ragazze hanno tappezzato l’edificio di poster. Su uno c’è scritto : “Margherita sarai sempre nei nostri cuori”. Nei corridoi c’è silenzio. Tanto silenzio. Una bidella da più di vent'anni in servizio a Porcari ha gli occhi lucidi. «Non mi ero mai trovata in una situazione del genere...il mio pensiero va anche al fratello e questo non mi dà pace: lo conosco bene, anche lui ha fatto qua le scuole medie, povero ragazzo, non ci posso pensare», confessa.

«Non era mia alunna Margherita – racconta la vicepreside – ma i ragazzi li conosciamo tutti tra colleghi. Poco fa parlavo con i suoi insegnanti: era una ragazzina positiva, sia nello studio sia nel rapporto con gli altri, piena di entusiasmo e di interessi. Oltre a giocare a basket suonava anche il pianoforte, una persona speciale, veramente. Eh no, non è facile per niente. I compagni sono rimasti molto male, sono molto colpiti, frastornati».

Il sindaco Alberto Baccini ha scritto una lettera alla piccola Margherita, che inizia così: "Come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno come le rose"

Caro piccolo fiore caduto voglio salutarti con queste tenere parole di Fabrizio De Andrè, per dirti quanto siamo più poveri e soli, per esprimere il dolore profondo di una comunità ferita».

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di Redazione web