Il Tirreno

Lucca

Finito il restauro della chiesetta di Isola Santa

di Luca Dini

Domani l’inaugurazione: l’opera è costata 445mila euro Rimossa la brutta tettoia verde visibile dalla strada

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CAREGGINE. Si inaugurano domani i lavori di recupero della chiesa di Isola Santa: intervento da 300mila euro che ha permesso il consolidamento dell’edificio e il recupero del tetto e altri 145mila euro sono in arrivo per il rifacimento delle aree esterne.

Grande soddisfazione per l’amministrazione di Careggine per il recupero di un luogo magico, di un borgo dal fascino unico e dal grande richiamo turistico. Isola Santa si trova sulla via d’Arni e, per secoli, ha rappresentato, con il suo piccolo ”hospitale” un luogo di assistenza ai poveri ed ammalati e un rifugio e ristoro per i viandanti e i pellegrini in transito tra la Garfagnana e la Versilia attraverso la Foce di Mosceta.

L’hospitale e l’attiguo locale ad uso oratorio vennero soppressi nel 1580, anche se già dal 1575 avevano perso la loro funzione iniziale ed erano stati adibiti a magazzini, ma nel 1608 vennero restaurati costituendo l’area sulla quale venne edificata l'attuale chiesa di San Jacopo (dedicata a San Giacomo Maggiore).

Una grande e caratteristica chiesa, fulcro di tutto l’abitato, che ha subito negli anni un progressivo decadimento strutturale. Soprattutto da quando, nel dopoguerra, dopo la realizzazione dell’invaso artificiale, il borgo fu evacuato e trasferito poco più in alto nelle nuove “Case Ater”.

Chi ha transitato sulla strada d’Arni negli ultimi anni ha notato sicuramente la tettoia in lamiera verde che in maniera provvisoria ha salvaguardato per qualche lustro la Chiesa da possibili definitivi crolli. Un tetto che ha rovinato molti scatti ai turisti e stonato con i tetti di pietra che sono il vero tratto caratteristico di Isola Santa. «Il desiderio di sostituire la provvisoria e indecorosa tettoia verde, che prese il posto del vecchio tetto a piastre completamente demolito, ha animato le speranze e l’impegno della nostra amministrazione – racconta il sindaco Mario Puppa – oggi, grazie a un finanziamento europeo a fondo perduto di circa 300mila euro, possiamo riconsegnare la chiesa alla popolazione e ammirare compiutamente la bellezza del borgo».

Così domani alle 11 saranno inaugurati i lavori di rifacimento della copertura, del pavimento e quelli per il consolidamento della struttura. Alla presenza del senatore Andrea Marcucci, del Presidente del Gal Garfagnana Luigi Favari, del Presidente del Parco Alpi Apuane Alberto Putamorsi, del sindaco Puppa e di tutta l’amministrazione dopo decenni, il portone della chiesa verrà di nuovo aperto. Ma non solo, grazie ad un ulteriore finanziamento di 145mila euro proveniente dagli interventi finanziati dalla fondazione Arcus del Ministero dei Beni Culturali, saranno tra poco affinati i lavori alla chiesa e recuperate tutte le aree esterne; in particolar modo l’antistante Piazza S. Giacomo.

Alcune abitazioni sono state recuperate come graziose e accoglienti case vacanze, è stata realizzata la “Casa del Pescatore” e rilanciata, attorno all’omonimo lago, l’area di pesca alla trota autoctona della Garfagnana con un bellissimo percorso turistico attrezzato.

«Sono migliaia i visitatori che ogni anno vi fanno visita soffermandosi ad assaggiare i prodotti tipici del luogo nella nostra Casa del Pescatore – prosegue Puppa – con la disponibilità degli spazi della chiesa potremmo offrire appuntamenti culturali, convegnistici ed espositivi in una cornice naturale e paesaggistica unica e sorprendente. Il progetto di recupero presentato prevede non solo il recupero totale della Chiesa ma anche quello del contesto urbano principale della piccola frazione.

«Un progetto - conclude il primo cittadino - di oltre un milione e 100mila euro che probabilmente, nel percorso triennale di attuazione del protocollo, troverà il suo pieno finanziamento e la sua definitiva realizzazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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