Il dolore
Disco verde al recupero dell’antica abbazia
ALTOPASCIO. Disco verde dalla giunta comunale di Altopascio al progetto esecutivo per il recupero, la ristrutturazione e la trasformazione dell’antica abbazia di Badia Pozzeveri, risalentente al 952,...
ALTOPASCIO. Disco verde dalla giunta comunale di Altopascio al progetto esecutivo per il recupero, la ristrutturazione e la trasformazione dell’antica abbazia di Badia Pozzeveri, risalentente al 952, che l’amministrazione comunale altopascese ha ottenuto dalla Curia di Lucca, in diritto di superficie, per 50 anni.
Un’abbazia finita anche sulla copertina della prestigiosa Science, una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo.
Un progetto centrale in ambito regionale per la via Francigena ed un percorso turistico-spirituale di 400 chilometri che attira pellegrini e visitatori da ogni angolo del pianeta.
La nuova vita dell'abbazia camaldolese è un ulteriore tassello dello sviluppo della promozione turistica.
Il Comune di Altopascio ha ottenuto un importante contributo di 420mila euro per la ristrutturazione della chiesa e 50mila euro un nuovo lotto di marciapiedi delle aree circostanti.
La spesa complessiva sarà di 700mila euro.
Il progetto dell’amministrazione comunale, presentato alcuni mesi fa alla popolazione della frazione dal sindaco e dall’assessore alla cultura Nicola Fantozzi, che è anche vicepresidente dell’Associazione Europea delle vie Francigene, prevede, oltre al recupero dell’edificio, la realizzazione di una foresteria.
Cche si aggiungerà all’altracomunale di via Casali che ospita ogni anno circa 3000 pellegrini gratuitamente, e di un centro documentazione sulla Via Francigena, che sarà arricchito dagli eccezionali risultati ottenuti dalla campagna di scavi eseguita dall’equipe di paleopatologia dell’Università di Pisa coordinata dal professor Gino Fornaciari e finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Altopascio.
Scavi che hanno permesso di portare alla luce i resti dell’antico chiostro abbaziale, risalente alla fine dell’XI secolo, e la facciata della originaria chiesa romanica di San Pietro, che misurava ben 30 metri in lunghezza, oltre a reperti di varia natura, compresi molti scheletri e reperti umani. In modo tale da realizzare un excursus su 1000 anni di malattie, con eccezionali riflessi scientifici.
Nicola Nucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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