La manifestazione
Cogenerazione, un rebus Il Comune deve decidere
San Marco, le centrali a biomasse ancora sotto esame. Accordo col Gse sulle tariffe, ma in ballo rimane la questione degli incentivi non versati
LUCCA. È la cogenerazione, a questo punto, la questione in ballo per la definitiva entrata in attività delle centrali a biomasse di via della Canovetta. L’ufficio ambiente del Comune attende che sia completa la documentazione richiesta alle due aziende (Dispensa Gourmet srl e Romea import export srl) titolari dei due impianti collegati per dare la propria valutazione. L’impianto di cogenerazione, infatti, era una delle condizioni essenziali per l’esistenza delle centrali - al centro di tante contestazioni dei residenti per via delle emissioni - in base all’autorizzazione originaria. Ma l’impianto ha poi avuto un percorso diverso. La materia della cogenerazione, come spiega il dirigente del settore ambiente Giovanni Marchi, è poco definita a norma di legge. «Anche il riutilizzo di piccolissime quantità di acqua calda per produrre calore ad esempio - spiega Marchi – può essere considerata cogenerazione. Nella legge non sono previste percentuali. Penso piuttosto - aggiunge - che tutte le questioni intorno alla centrale potrebbero essere risolte una volta per tutte se tutti i soggetti interessati, dall’azienda agli enti locali fino ai residenti nel quartiere di San Marco in cui si trovano, si sedessero a un tavolo e parlassero. Purtroppo la destinazione urbanistica di quell’area è stata un assurdo, nessuno ha pensato che un sito industriale lì avrebbe potuto avere quell’impatto. Abbiamo provato a proporre che con il calore delle centrali si crei un circuito di riscaldamento per le abitazioni vicine. In questo modo forse la situazione sarebbe più tollerabile».
In materia di cogenerazione, le centrali si dicono da parte loro tranquille. Come spiega il responsabile tecnico, l’ingegner Giuseppe Fabbri, «la questione della cogenerazione per noi è chiusa. Col calore prodotto stiamo riscaldando tutti i nostri immobili e all’amministrazione abbiamo inviato tutta la documentazione richiesta. Anche dal punto di vista delle emissioni siamo a posto. Le ultime analisi di Arpat hanno evidenziato che i valori sono nella norma».
Un contenzioso col Gse (il gestore del servizio energetico al quale le centrali fatturano l’energia immessa in rete) è pressoché chiuso: quello relativo alle tariffe praticate dalle due centrali. «Una convenzione transitoria - spiega Fabbri - ci consente di produrre seppure a costi inferiori».
Rimane in essere invece il contenzioso riguardo un semestre (il secondo 2012) di incentivi non versati alle società titolari delle centrali. La discussione al Tar c’è già stata: si attende che il tribunale regionale comunichi il suo pronunciamento.
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