Il dolore
Bracco il medico che attrae di più
Con l’attività privata guadagna il doppio dello stipendio Anche Pinzi, Bianchini e Finucci al top dell’intramoenia
LUCCA. Ci sono quattro medici che guadagnano più dall’attività svolta in libera professione che per quella nel ruolo di dirigenti medici dipendenti dell’Asl 2. Sono evidentemente i più gettonati, i più richiesti dagli utenti.
Il primo è il dottor Gianluca Bracco, primario di ostetricia e ginecologia, che nel 2013 ha incassato 212.640 euro lordi dall’intramoenia a fronte di uno stipendio Asl (2012) di 99.687 euro, sempre lordi. Al secondo posto il primario di urologia Novello Pinzi: dall’attività privata 149.948 euro, come dipendente 112.579.
Sul terzo gradino di questo podio immaginario il dottor Manlio Bianchini, chirurgo e stimato ecografista, con 136.969 euro per l’intramoenia a fronte di 83.927 euro di stipendio Asl. Quindi un altro chirurgo, Giovanni Finucci: 125.715 euro con la libera professione, 88.507 dallo stipendio.
Nella top ten dell’intramoenia altri primari: come Sauro Luchi, direttore di malattie infettive (96.323 euro); Andrea Gallacci, ortopedia (66.121); Riccardo Piane, otorino (61.539); Fausto Trivella, oculista (60.534).
Da segnalare nella Valle i 62.693 euro del ginecologo Vincenzo Viglione.
Ci sono invece altri primari che, dedicando il loro tempo anche ad altri aspetti della professione, “incassano” meno dall’intramoenia: come il direttore del dipartimento materno infantile Raffaele Domenici (35.440), il direttore della cardiologia Francesco Bovenzi (25.011), il direttore della chirurgia Andrea Carobbi (20.741).
Ma quanto vale complessivamente l’attività libero professionale nell’ambito dell’Asl 2?
Il consuntivo dell’anno 2012 si chiude con un “fatturato” di 5 milioni e 201mila euro, in calo rispetto ai 5 milioni e 502mila euro dell’anno precedente. Nelle casse dell’Asl 2 finisce solo una piccolissima parte di queste somme: si è passati dai 23.338 euro del 2011 ai 163.931 del 2012.
Questo perchè oltre alla quota che viene percepita dal professionista, bisogna calcolare la compartecipazione che va al personale e le varie voci di spesa, dall’acquisto di servizi non sanitari all’Irap, da imposte e tasse al fondo di perequazione.
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