Il Tirreno

Lucca

Un maxi risarcimento per Mario

di Luca Tronchetti
Un maxi risarcimento per Mario

Il suo legale chiede 100mila euro ai due imputati rinviati a giudizio con l’accusa di estorsione

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LUCCA. Il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Pezzuti non derubrica il reato - come chiesto dai legali degli imputati - da estorsione aggravata a circonvenzione d’incapace e dispone il rinvio a giudizio con il processo fissato davanti al collegio il 13 maggio. Non solo. L’avvocato Giovanni Biagi legale di parte civile della «vittima» Mario Barsotti, 64 anni da compiere venerdì, falegname in pensione di Nozzano, per lucchesi e non «Mario Son Sodo», chiede al tribunale - nel caso di condanna per gli imputati Ferdinando Fabbri, 44 anni e Monica Giulia Pieri di 52 - un risarcimento del danno materiale e morale e di 100mila euro a favore di Mario e in ogni caso di una congrua provvisionale di almeno 30mila euro subordinando l’eventuale concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena per la coppia di approfittatori al risarcimento del danno.

Regalo di compleanno. Venerdì Mario Son Sodo compie 64 anni e la decisione del giudice di celebrare il processo nei confronti di quei falsi amici che per cinque mesi hanno vissuto alle sue spalle è forse il più bel regalo di compleanno che potesse ricevere. In piazza Napoleone saranno però 1200 i partecipanti al brindisi di compleanno programmato per l’artigiano in pensione. La sua purezza d’animo ha toccato nel profondo del cuore anche le persone meno sensibili come dimostrato nella puntata delle Iene andata in onda su Italia Uno. Per lui gli ultimi tre mesi sono stati come vivere in un sogno con i riflettori accesi della tv e il viaggio a Lugano con soggiorno in un albergo. Opportunità che nella sua vita non aveva avuto.

Le accuse. Una persona semplice, ingenua, genuina Mario Barsotti. Ingannata, raggirata e derubata da una coppia con precedenti penali che lo ha costretto a chiedere l’elemosina rubandogli i risparmi e metà della pensione sino a quando la polizia - che stava indagando per un’altra vicenda - ha messo fine a una storia triste, odiosa e squallida. Monica Giulia Pieri e il suo compagno Ferdinando Fabbri, entrambi di Lammari, avevano già avuto problemi con la giustizia per sfruttamento della prostituzione all’epoca della gestione del Felix Club a Segromigno in Piano. La coppia, pur non lavorando, a 30 euro al giorno alloggiava in un affittacamere a Porcari e girava, sempre per la stessa cifra, su un’auto a nolo. I conti li pagavano con i soldi di Mario Son Sodo: 3-4mila euro dal conto corrente postale, la metà della pensione del falegname (805 euro mensili) e infine il denaro racimolato chiedendo l’elemosina dalla loro «vittima» che riusciva a portare a casa ogni giorno tra i 50 e i 100 euro. Per incastrare i due imputati la squadra Mobile diretta dal commissario Virgilio Russo aveva agito in borghese e gli agenti fingendosi turisti avevano filmato e fotografato la coppia assieme a Mario Barsotti. L’arresto è avvenuto a luglio, ma l’indagine condotta dal sostituto procuratore Lucia Rugani inizia a dicembre 2012 quando l’investigatore privato Renato Bianchi mette sull’allerta la polizia che sta intercettando alcune persone per un’altra vicenda.

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