Pochi giorni per decidere il futuro di piazzale Verdi
L’assessore Mammini: «Stiamo facendo verifiche, i fondi comunali ci sono» Intanto partiranno a breve gli interventi per la salvaguardia degli alberi
LUCCA. L’unica cosa sicura è che il Comune vuole fare presto. «Questione di giorni», precisa l’assessore all’urbanistica Serena Mammini. Per il resto, il futuro di piazzale Verdi, dopo il brusco stop al progetto Piuss, è ancora piuttosto nebuloso.
L’assessore Mammini decide di non sbilanciarsi («tutte le possibilità sono ancora sul tavolo») ma è più che probabile, come anticipato ieri dal Tirreno, che alla fine il progetto dell’ellisse, giudicato incompatibile con l’elaborato definitivo approvato a suo tempo, venga cassato. Mammini spiega di essere stata una fautrice della verifica che - dopo un confronto con la Regione - ha portato alla sospensione del progetto («ma non mi prendo meriti che non sono solo miei») e parla di «franchezza e lealtà» nel suo rapporto con gli uffici, che da più parti vengono indicati come responsabili del pasticcio. Un pasticcio dal quale non è pensabile uscire ritornando al vecchio progetto (bocciato dalla Soprintendenza) dell’anfiteatro. Piuttosto - se verrà confermato anche lo stop all’ellisse - potrebbe prendere piede un’operazione di riqualificazione dell’area, senza stravolgimenti strutturali.
Una versione “light” del progetto, che potrebbe permettere di uscire da questa fetta del Piuss senza troppi danni: vero è, infatti, che non ci sarebbero più i fondi regionali. Ma - come precisa Mammini - rimarrebbero comunque a disposizione i soldi di competenza del Comune (un po’ più di 2 milioni) ricompresi nel mutuo flessibile acceso con la Cassa depositi e prestiti proprio invista del Piuss.
Intanto c’è da agire per l’immediato. Per salvare gli alberi che erano già stati “zollati” in vista (per alcuni di loro) di un trapianto. Un’operazione che ormai - come spiega l’agronomo Francesco Lunardini - è fuori tempo massimo: «Ora bisogna agire prima dell’arrivo del periodo più delicato. Abbiamo a disposizione circa tre mesi».
In questo tempo si penserà soprattutto a rafforzare i lecci secolari, con particolari concimazioni che permetteranno anche di limitare lo sviluppo di funghi. «In ogni caso problemi al momento non ce ne sono, perché ancora gli alberi “zollati” non sono stati sollevati, e non sono state tagliate le radici ortogonali con il terreno. Piuttosto quello che ha fatto male a queste piante è stato il fatto che per decenni non si è fatto nulla per la loro tutela».
Secondo Lunardini si potrebbe dare alla piazza un aspetto più invitante in poche settimane, magari anche prima di Pasqua: basterebbe piantare un po’ d’erba dove ora c’è solo terra e sassi. Ma anche questo nodo dovrà essere sciolto nei prossimi giorni.
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