Sicurezza
Maltrattamenti in famiglia, assolto
Revocato dal giudice il divieto di avvicinamento a moglie e figlio
LUCCA. Assolto in abbreviato da un’accusa infamante: aver maltrattato la convivente alla presenza del figlio di 11 anni e averla ingiuriata ripetutamente minacciandola di farle togliere il bambino nel caso in cui lei avesse sporto denuncia. Tanto che il magistrato aveva chiesto e ottenuto dal gip la misura del divieto di avvicinamento alla casa familiare da dove era stato allontanato. Una vicenda che inizia nel 2009 e si conclude a settembre 2013. Nei guai era finito un uomo di 54 anni, residente a Saltocchio, difeso dall’avvocato Silvia Perna, che la convivente aveva denunciato dopo essere andata al pronto soccorso al culmine dell’ennesimo litigio. Stando all’accusa, tra l’altro, l’ex compagno nel febbraio 2013 l’aveva spinta con violenza facendole sbattere la testa contro la porta del bagno della loro casa procurandole una serie di lividi e, in ultimo, il 19 settembre 2013 per futili motivi le avrebbe sferrato un pugno tra l’orecchio e l’occhio sinistro e, dopo aver afferrato un coltello da cucina, l’avrebbe colpito con i calci e con una sedia minacciandola di morte. Il giudice dell’udienza preliminare Marcella Spada Ricci ha assolto l’imputato dall’accusa di maltrattamenti in famiglia (il pm aveva chiesto due anni di reclusione) condannandolo per lesioni a 4 mesi di reclusione con i benefici di legge in relazione a un singolo caso in cui la donna ricorse al pronto soccorso per un ematoma alla spalla e lividi alle cosce riconducibili a una pedata sferrata dall’imputato. La misura del divieto di avvicinamento alla casa familiare è stata revocata e il genitore potrà continuare a vedere il figlio con il quale ha un buon rapporto.
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