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Agrario, boom di iscritti le prime diventano tre

Agrario, boom di iscritti le prime diventano tre

Passati da 34 a 64 i ragazzi che hanno chiesto di frequentare l’Istituto Busdraghi La Coldiretti: «In agricoltura c’è lavoro e possibilità di avviare imprese»

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LUCCA. In agricoltura il lavoro c’è sia per chi vuole intraprendere con idee innovative il percorso imprenditoriale sia per chi vuole trovare un’occupazione. Lo hanno capito i giovanissimi studenti dell’Istituto tecnico agrario statale Nicolao Brancoli Busdraghi che nell’ultimo anno in particolare ha conosciuto un vero e proprio boom di iscritti. Rispetto all’anno scolastico 2011/2012 sono l’88% gli iscritti al primo anno che hanno “costretto” l’Istituto ad attivare tre classi prime per garantire la formazione di 64 neo-alunni (erano 34 nell’anno precedente) per un totale di 300 alunni. L’ottimo trend dell’Istituto lucchese conferma un’inversione di tendenza. La campagna torna dunque prepotentemente a crescere nell’interesse delle giovani generazioni in netta controtendenza rispetto al passato quando la vita agricola era considerata spesso sinonimo di arretratezza e ritardo culturale. I giovani di oggi vogliono tornare a fare il lavoro dei loro trisavoli: guardano indietro per andare avanti ma con spirito innovativo, visione moderna e strumenti tecnologici consapevoli delle difficoltà che dovranno affrontare.

A dirlo è Coldiretti Lucca che ha partecipato ad un importante momento di incontro e confronto con i giovani dell’ultimo anno dell’Istituto che una volta “laureati” potranno mettere a frutto le conoscenze e le competenze acquisite tra i banchi di scuola. L’incontro è stato organizzato da Franco Grossi, insegnante tecnico pratico delle materie economiche e dal vicario dell’istituto, Paolo Boddi. Per Coldiretti hanno partecipato, in qualità di relatori, Antonio Furlanetto e Fabio Paoli, la coordinatrice regionale dei progetti per le scuole, Paola Saviotti e Adolfo Giannecchini, Responsabile Nazionale del settore florovivaismo per Fai (Filiera agricola italiana).

Secondo Coldiretti i giovani tra 18 e 24 anni preferirebbero gestire un agriturismo piuttosto che fare l’impiegato in banca (23%) o anche lavorare in una multinazionale (19%) ma visti i tempi difficili per chi cerca un lavoro quasi 1 su 4 accetterebbe (23%) un posto da spazzino, il 27% entrerebbe in un call center ed il 36% farebbe addirittura il pony express. Per chi ha scelto invece un percorso agrario, agroalimentare o agroindustriale il cammino sarà – si spera - diverso: saranno tra quel 30% di giovani “fortunati” destinati a fare un lavoro totalmente coerente con i loro studi, e non saranno costretti per necessitò riciclarsi o adattarsi ad altri percorsi. «La campagna – hanno spiegato i relatori - offre interessanti opportunità a chi ha entusiasmo, spirito di sacrificio ed adattamento. Sia per chi vuole diventare imprenditore di se stesso, ed aprire quindi un’azienda agricola anche attraverso il sostegno di misure e forme di contributo, sia per chi vuole lavorare all’interno di un’azienda anche stagionalmente». A questo proposito Coldiretti ha lanciato, proprio in questi giorni, la banca dati di aziende agricole che assumono alla quale potrà attingere quel 68% dei giovani che, secondo l’organizzazione agricola, vorrebbe lavorare in agricoltura anche magari solo nel periodo estivo o della vendemmia. I settori su cui puntare sono i più diversi, le parole d’ordine sono sempre più “diversificare” e “filiera agricola”. «Oggi – ha spiegato Coldiretti – non basta più produrre, è importante saper diversificare e sfruttare tutti gli aspetti previsti dalla legge sulla multifunzionalità che è stata una grande conquista per il mondo agricolo».

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