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L’ad di Severa: «Commessi errori, la politica ci aiuti»

GALLICANO. Tares, bilancio di Se.Ver.A. e futuro dell’azienda. Temi caldi, che toccano le tasche dei cittadini, nei mesi passati esasperati per gli importi dei tributi caricati come corrispettivo per...

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GALLICANO. Tares, bilancio di Se.Ver.A. e futuro dell’azienda. Temi caldi, che toccano le tasche dei cittadini, nei mesi passati esasperati per gli importi dei tributi caricati come corrispettivo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sul territorio comunali. Ma chi si aspettava impegni ufficiali dall’atteso summit tra il comitato di residenti, gli amministratori locali e i vertici dell’azienda di via Pio La Torre, è rimasto deluso.

Al Ciaf, infatti, si è toccato il nodo spinoso della gestione economica del servizio. Davanti ad oltre settanta persone, si sono presentati attorno ad un tavolo il sindaco di Gallicano Maria Stella Adami, l’ex primo cittadino di Vergemoli Michele Giannini, i rappresentanti dell’opposizione a Palazzo Bertini (David Saisi per Gallicano c’è e Daniele Venturini per Gallicano Concreta e solidale) e soprattutto il dottor Giuseppe Paternò, amministratore delegato di Se.Ver.A. Un faccia a faccia teso, moderato da Abramo Rossi, ma corretto, una sorta di “processo” tra le parti in causa che, politicamente distanti, hanno detto la loro. Il primo cittadino gallicanese, come più volte sostenuto a nome della giunta comunale, ha difeso l’operato dell’amministrazione e dell’azienda. La linea della maggioranza è che l’impianto tariffario della Tares è stato adeguato per il fatto che i Comuni hanno pochi margini per intervenire su un tributo deciso nella sua forma e sostanza a livello centrale, compreso la parte dedicata ai servizi indivisibili di 30 centesimi al mq, riscossi e girati allo Stato.

Critici verso Se.ver.A, Giannini, Venturini e Saisi, che hanno contestato i costi del servizio, documentando il tutto con dati numerici ufficiali e comparati con altri comuni. I dubbi più grossi, rilevati dall’opposizione, concernono i costi del servizio, stimati in 1 milione e 300 mila euro di fabbisogno annuo, e la partecipazione del Comune di Gallicano pari al 23% del capitale. Da parte sua, il dottor Paternò ha ammesso che ci sono stati degli errori, ma che la situazione non si può risolvere con un colpo di reni. Intanto, i cittadini, specie i commercianti, sono esasperati da cartelle esattoriali pesanti, proprio quelle che sono state l’incipit per riunirsi in un comitato spontaneo.

Nicola Bellanova

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