Sicurezza
Parte all’Artistico il corso di pittura ispirato al Cinquecento
LUCCA. Si respira aria di Rinascimento al liceo artistico di Lucca. Parte infatti oggi il corso di pittura ispirato alle tecniche in uso nelle botteghe degli artisti del Cinquecento, adottate anche...
LUCCA. Si respira aria di Rinascimento al liceo artistico di Lucca. Parte infatti oggi il corso di pittura ispirato alle tecniche in uso nelle botteghe degli artisti del Cinquecento, adottate anche da Tintoretto per i suoi dipinti immortali. “Dalla farina di segale ai valori delle forme reali” è dunque una full immersion in quel passato che ha prodotto i migliori capolavori dell’arte e che adesso rivive nelle opere degli allievi del professor Giovanni Lorenzetti, il quale ha recentemente ha curato anche un corso improntato sulle tecniche pittoriche del ‘400. «Vogliamo ripercorrere quel processo pittorico utilizzato cinque secoli fa, soprattutto in Veneto, spiega, col proposito di rilanciare uno stile ormai in disuso, ma indubbiamente di forte effetto, riportando in auge una tradizione degna delle migliori espressioni artistiche». Un percorso sconosciuto a molti pittori contemporanei, che sarà svelato in dodici lezioni, aperte a tutti e senza limiti di età, che si terranno ogni martedì pomeriggio al liceo artistico fino al 20 maggio. Le iscrizioni al corso, attualmente unico esempio in Italia, sono ancora aperte e sarà possibile recuperare almeno le prime lezioni. L’iniziativa rientra nel progetto di scuola serale del liceo per adulti, al quale è ancora possibile iscriversi, contattando la scuola stessa. L’esperienza inizia con la preparazione della tela, appunto con farina di segale, anziché con gesso che, mischiata a colle animali, consente di realizzare l’imprimitura della tela stessa. Che può essere in canapa o yuta, da incollare su tavola o tirare a telaio. Prima di stendere l’imprimitura, però, la trama della tela verrà chiusa con una pasta vegetale di farina di fiore e glicerina. Successivamente vi si riporterà il disegno preparato in precedenza a vera grandezza, con la cosiddetta tecnica a “spolvero” con una traccia di ossido di ferro. Adesso tutto è pronto per passare il colore con la tecnica monocromatica fatta di nero, una gamma di grigi e bianco “imbottito” di pasta vetrosa che conferirà all’opera un effetto luminoso e quasi tridimensionale. Grazie infatti a sapienti pennellate di bianco compatto sugli abiti e in alcuni punti strategici e un magistrale gioco di chiaroscuri, i dipinti daranno quella sensazione di “movimento” che ha reso inconfondibili i quadri di Tintoretto. La fase successiva riguarda la cosiddetta “velatura” della tela di rinforzo ormai seccata, con grigio di pein e giallo indiano per dare luce, prima di passare alla verniciatura. I dipinti saranno poi oggetto di una mostra che comprenderà anche quelli realizzati nel primo corso.
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