Sicurezza
Distrutti dalle fiamme due capannoni
A fuoco lo stabilimento dell’azienda Sant’Apollonia specializzata nel servizio di raccolta e stoccaggio dei rifiuti
BORGO A MOZZANO. Due capannoni completamente distrutti con danni che si aggirano, secondo le prime sommarie stime, intorno al milione di euro. E’ questo il bilancio dell’incendio che si è verificato ieri intorno alle 12,30 alla Nuova Cartiera Sant’Apollonia situata in località Socciglia a Borgo a Mozzano. I due dipendenti del magazzino - gli altri due si trovavano negli uffici in un’altra ala del piazzale - erano usciti per la pausa pranzo e i testimoni raccontano di aver visto levarsi del fumo bianco da uno dei due capannoni al cui interno c’è carta e cartone riciclato o da macero.Pochi minuti dopo il fuoco si è sprigionato con una violenza inaudita, avvolgendo prima il tetto poi la struttura, e una densa coltre di fumo nero ha iniziato a levarsi in cielo. Immediato è scattato l’allarme e in pochi minuti sono arrivati più di dieci mezzi dei vigili del Fuoco giunti anche da Firenze, Prato e Pisa con 35 operatori. Con loro i carabinieri della stazione di Borgo a Mozzano guidati dal maresciallo Pennica e i vigili urbani che nei concitati momenti hanno spostato auto e mezzi in sosta sul piazzale per evitare che le fiamme si propagassero ulteriormente. La Nuova Cartiera Sant’Apollonia, di proprietà di Luca Pazzaglia residente a Bagni di Lucca, è specializzata nel settore dei rifiuti destinati al recupero con un servizio di raccolta, prelievo, trasporto e stoccaggio di carta, vetro, plastica, legno, ferro e altri tipi di materiali. Quello andato a fuoco è il secondo stabilimento della ditta acquistato circa un anno e mezzo fa con un investimento totale di 2 milioni di euro. La sede principale infatti si trova a Piano di Gioviano.
Ancora non era partita appieno l’attività, ma già da diverso tempo alcune persone erano al lavoro proprio per permettere l’avvio a pieno regime. Sembra che l’incendio sia partito dall’interno di un magazzino di stoccaggio nell’ala nord del capannone dove si rova materiale probabilmente. A causare il rogo probabilmente un corto circuito. Lì infatti c’erano i muletti che utilizzano motori elettrici e vengono ricaricati. Le fiamme poi si sono estese anche agli altri magazzini e al reparto pressatura dell’azienda. Pochi mesi fa era stato fatto un importante lavoro di bonifica dei capannoni che aveva portato alla sostituzione del tetto in eternit con altro materiale.
Sul posto sono arrivati anche i tecnici Asl e Arpat, specialisti di sicurezza sul lavoro. Un grande dispiegamento di forze che ha cercato da un lato di tamponare la situazione, dall’altro di ricostruire le dinamiche che hanno portato alla distruzione della fabbrica.
«Ciò che ho visto era terribile – ha raccontato un testimone giunto a Socciglia poco dopo l’inizio dell’incendio –. Il fumo era densissimo e le fiamme hanno letteralmente divorato il tetto che è crollato. Anche lo stabile in alcuni punti si è pericolosamente accasciato». Cosa che non ha perciò permesso ai vigili del fuoco di penetrare all’interno della struttura nelle ore immediatamente successive all’incendio. Per facilitare le operazioni di spegnimento la strada statale del Brennero è rimasta chiusa temporaneamente; si sono temute anche esplosioni per la presenza di bombole di gas nello stabile.
A preoccupare ora la cittadinanza di Borgo a Mozzano e zone limitrofe è la foschia scura sprigionata dal rogo che si è rapidamente diffusa ad Anchiano, Pian della Rocca, Chifenti e Fornoli. Oltre al forte odore c’è chi ha rilevato la presenza nell’aria di lapilli di cenere e frammenti bianchi di carta. Gli abitanti di Socciglia sono stati invitati a non uscire di casa. A metà pomeriggio l’incendio è stato domato: oltre ai pompieri, era al lavoro una ruspa che, assieme a due muletti, cercava di togliere tutte le presse di carta e altri materiali infiammabili e sistemarli nel piazzale esterno. Intatti la parte adibita ad uffici e un altro capannone.
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